Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuolo
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / ascoli / Serie C
Braglia: "Ascoli favorito, ma il Brescia ha dimostrato di essere una grande squadra"TUTTO mercato WEB
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 11:33Serie C
di Daniel Uccellieri

Braglia: "Ascoli favorito, ma il Brescia ha dimostrato di essere una grande squadra"

Ascolta il podcast
00:00
/
00:00
Mister Piero Braglia, tecnico che in carriera ha allenato Perugia, Cosenza, Campobasso, Juve Stabia e Pisa fra le altre, è intervenuto alla radio di Tuttomercatoweb.com per commentare vari temi: Sulla finale playoff tra Ascoli e Union Brescia "Se devo indicare una favorita, dico Ascoli, soprattutto perché giocherà in casa. Però il Brescia è una squadra forte e lo ha dimostrato soprattutto nella prima parte della gara d'andata. Fino all'interruzione aveva dato l'impressione di poter incidere molto sul risultato. Poi il campo è diventato impraticabile, soprattutto sulle fasce, ed è stato giusto sospendere la partita. Quando il match è ripreso si è vista quasi un'altra gara e l'Ascoli ha fatto meglio. Bisogna fare i complimenti a mister Tomei, così come a Corini per il Brescia: sono due squadre forti ma con idee di gioco molto diverse. Il Brescia all'andata ha interpretato bene la partita, cercando di non far giocare l'Ascoli. Perché se lasci giocare questa squadra diventa davvero difficile affrontarla." Sul percorso dell'Ascoli "L'Ascoli arriva a questa finale molto bene, sia fisicamente che mentalmente. Alla fine è sempre quello il segreto nei playoff: capire come ci arrivi sotto il profilo atletico e psicologico. È una squadra in fiducia, con entusiasmo, e non è un caso che abbia chiuso il campionato al secondo posto. Nell'ultima giornata sapeva già che l'Arezzo avrebbe vinto il campionato, ma questo non cambia il giudizio sulla stagione. Per quanto riguarda il girone B, credo che l'Ascoli sia stata la squadra che ha espresso il miglior calcio. Subito dietro metto proprio l'Arezzo, che aveva grande qualità nei suoi interpreti. Detto questo, il Brescia resta una grande squadra. Mi dispiace che non abbia a disposizione Mercati, che conosco bene e che ho allenato: è un giocatore importante sia dal punto di vista tecnico che fisico, uno che riesce anche a trascinare i compagni. Sarà una partita molto bella da vedere e auguro il meglio a entrambe." Su Crespi e le alternative del Brescia "Crespi sta facendo la differenza e probabilmente è stato uno degli acquisti migliori del mercato di gennaio. Ogni volta che tocca il pallone sembra poter fare gol. Sta vivendo un finale di stagione straordinario. Ma il Brescia non è soltanto Crespi. Ha alternative importanti. Ho visto entrare Marras, che è un altro giocatore di grande livello. La rosa è forte e completa. Per questo penso che la chiave della finale sarà soprattutto l'approccio alla partita. L'Ascoli avrà dalla sua il pubblico e un entusiasmo incredibile. È a un passo dalla Serie B e questo può fare la differenza." Sulla formula dei playoff "Personalmente mi piace. È vero che a volte chi arriva secondo rischia di vedere sfumare la promozione contro una squadra arrivata molto più indietro in classifica, ma è anche vero che questa formula tiene vivo il campionato fino all'ultima giornata. Mi ricordo stagioni in cui, a cinque giornate dalla fine, non c'era più nulla da giocarsi. Oggi invece tante squadre possono continuare a sperare e questo aumenta l'interesse del pubblico. Vedo stadi pieni e grande entusiasmo. Sinceramente non cambierei nulla: per la Serie C è una formula molto bella." Sui problemi economici della Serie C "Bisognerebbe trovare un sistema che garantisca davvero la regolarità del campionato. Chi si iscrive dovrebbe dimostrare concretamente di avere le risorse per arrivare fino in fondo alla stagione. Non basta una fideiussione se poi ci sono società che spendono molto più di quanto possono permettersi. Alla fine a rimetterci sono i tifosi, i giocatori che spesso ricevono gli stipendi in ritardo e l'intero campionato, che rischia di essere falsato. Quest'anno è andata bene, ma se una squadra fosse stata esclusa a poche giornate dalla fine sarebbe stato un problema enorme. Bisogna arrivare al punto in cui ogni società spende quello che realmente può spendere. Inoltre ci sono troppe situazioni complicate legate agli stadi. Ci sono squadre che vengono promosse e devono giocare a centinaia di chilometri da casa. Così diventa difficile rendere sostenibile il sistema. Pensiamo alle neopromosse che non riescono a sfruttare l'entusiasmo della piazza perché sono costrette a trasferirsi altrove. Anche le amministrazioni dovrebbero dare una mano alle società. Quando si vince salgono tutti sul carro, ma poi spesso ci si dimentica dei problemi reali." Sul prossimo campionato di Serie C "Ogni anno si dice che il girone C sarà una sorta di Serie B2 per il blasone delle squadre presenti. Sicuramente i nomi contano e spesso arrivano giocatori importanti dalla Serie B, ma secondo me i campionati si vincono soprattutto con la fame, l'entusiasmo e la voglia di emergere.A volte si punta troppo sui nomi e troppo poco sui giovani che hanno motivazioni enormi. La storia della Serie C lo dimostra. Ci sono sempre squadre che sorprendono tutti. Penso al Cosenza dei miei tempi, che arrivò quinto e poi vinse i playoff. Nel calcio c'è sempre una componente imprevedibile. Puoi spendere quanto vuoi, ma in ogni girone spunta sempre una squadra capace di rompere gli equilibri e mettere in difficoltà le favorite."