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Dal tesoretto Palestra al sogno Alajbegović: la Dea pensa in grande
Oggi alle 07:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Dal tesoretto Palestra al sogno Alajbegović: la Dea pensa in grande

Col tesoretto di Palestra la Dea punta il diciottenne bosniaco per il 4-3-3 di Sarri, ma il Leverkusen non vuole svenderlo

I soldi freschi incassati per la cessione di Marco Palestra al Chelsea aprono nuovi scenari in casa Atalanta, e uno di questi porta il nome di Kerim Alajbegović. Da qualche giorno la Dea ha messo gli occhi sul diciottenne esterno bosniaco, il gioiello che sta illuminando il Mondiale: un profilo che potrebbe incastrarsi alla perfezione nel 4-3-3 di Maurizio Sarri.

IL GIOIELLO DEL MONDIALE - La vetrina iridata lo ha consacrato. Eletto dalla Fifa migliore in campo nel 3-1 al Qatar di mercoledì, Alajbegović ha conquistato i 66 mila di Seattle e i milioni di spettatori sparsi per il mondo: sei dribbling riusciti, gioco a testa alta e un destro velenoso sfociato nel suo primo gol mondiale, arrivato dopo aver saltato due avversari. «Farlo alla mia età, al Mondiale, è incredibile», ha ammesso lui stesso. Nato a Colonia e poi cresciuto a Leverkusen sulla scia di Florian Wirtz, il ragazzo ha incassato anche l'investitura di Zlatan Ibrahimović: «I Mondiali sono il luogo dove nascono le stelle». E con la Bosnia ed Erzegovina già qualificata ai sedicesimi da terza del Gruppo B, la sua corsa — e la sua valutazione — possono ancora salire.

LA PISTA NERAZZURRA - In questo quadro si inserisce la Dea - spiega nello specifico, stamane, La Gazzetta dello Sport -, che da pochi giorni ha iniziato a seguirlo con attenzione: con il tesoretto del Chelsea da reinvestire, a Bergamo c'è la voglia di consegnare a Sarri una rosa da Champions. Alajbegović risponde all'identikit: salta l'uomo, crea superiorità numerica e ha piede e personalità per dialogare con i compagni, qualità che il nuovo allenatore proverà a incanalare sul piano tattico. Considerando l'età — compirà 19 anni a settembre — anche un esborso importante si trasformerebbe in un investimento sul futuro. Una situazione quasi inedita per Bergamo, abituata semmai a dettare le condizioni quando vende: stavolta, però, è la Dea a dover comprare, reduce com'è dall'affare Palestra.

L'OSTACOLO LEVERKUSEN - C'è però un nodo non banale: convincere il Bayer Leverkusen. Proprio ieri il club tedesco ha celebrato Kerim con un post, ricordando come sia il primo diciottenne a segnare con un tiro da fuori area in un Mondiale dal 1966: una statistica usata, neppure troppo velatamente, per ribadire che il ragazzo al momento è tedesco. Del resto i renani avevano annunciato la "ricompra" del talento — prestato al Salisburgo per fargli accumulare minuti ed esperienza — subito dopo lo show del playoff in Galles. E come l'Atalanta, anche il Bayer sa vendere: bastino i 100 milioni ottenuti dal Chelsea per Kai Havertz nel 2020 e i 138 versati dal Liverpool per Wirtz la scorsa estate. Da qui la tentazione di trattenerlo per poi piazzare una cessione in tripla cifra. Lo scorso inverno i tedeschi hanno detto no ai 25 milioni della Roma, altra pretendente sempre vigile, forte anche dell'aiuto di Miralem Pjanić nei contatti con il padre-agente.

LA CONNESSIONE NERAZZURRA - Eppure, se il padre dialoga con più società, significa che intravede uno spiraglio per lasciare la Germania. E un segnale, mercoledì, è già arrivato: quando "Alaj" ha servito Sead Kolašinac, che a sua volta ha pescato Edin Džeko per il raddoppio (un autogol forzato), una piccola trama atalantina ha cominciato a intravedersi. Alajbegović resta un sogno complicato, ma il Mondiale è ancora lungo. E il mercato pure.

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