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La De Kuip Cup resta a Rotterdam: Krstović non basta alla Dea
Oggi alle 07:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

La De Kuip Cup resta a Rotterdam: Krstović non basta alla Dea

Feyenoord avanti su rigore con Ueda, pari del montenegrino nel recupero e decide van Persie jr: 120 minuti veri tra tre pali e cinque ammoniti

Il primo esame internazionale dell'Atalanta si chiude con una sconfitta: al Feyenoord Stadion i padroni di casa si prendono 2-1 il trofeo che porta il nome del loro impianto. Verdetto in linea con quanto visto sul prato, ma non un processo: la squadra nerazzurra ha lasciato agli olandesi il possesso per tratti lunghi della partita, restando però dentro la gara fino all'ultimo.

LA CORNICE DI ROTTERDAM - Per il club biancorosso e per la sua gente era la festa che apre l'annata: impianto esaurito, Legends in passerella sul terreno di gioco, atmosfera da inaugurazione. E in campo la squadra di casa si è presentata più amalgamata e con la benzina giusta nelle gambe, il che ha una spiegazione elementare: domenica per loro comincia già il campionato, per giunta con il derby cittadino contro lo Sparta. Cambio di allenatore anche da quelle parti, va detto, ma senza toccare l'impianto di gioco.

PARTITA VERA, NONOSTANTE TUTTO - I bergamaschi hanno risposto con una tenuta atletica confortante e con segnali di crescita sul piano dell'organizzazione, in una serata dal format inconsueto — mezz'ora supplementare garantita a prescindere dal punteggio dei tempi regolamentari — e con temperature che in Olanda nessuno aveva messo in conto. Che sia stata una gara autentica, del resto, lo dicono due numeri: tre legni colpiti e cinque cartellini gialli estratti. Il passaggio alla linea a quattro procede per gradi, e questo era il primo banco di prova serio.

DUE MINUTI E UN LEGNO - L'avvio racconta le intenzioni degli ospiti: bastano centoventi secondi perché Nikola Krstović lasci partire un destro dalla distanza che si stampa sul montante alla sinistra di Ernst. Sulla respinta arriva Ederson, con il tempismo corretto ma il corpo sbilanciato, e la conclusione finisce sopra la traversa.

IL RIGORE DI UEDA - Lo spavento sveglia i biancorossi, e la reazione è immediata: Marmol prova a servire un compagno in profondità, il pallone termina sul braccio tenuto largo da Giorgio Scalvini e il direttore di gara indica il dischetto. Dagli undici metri Ayase Ueda, tornato da poco dalla rassegna iridata, non concede nulla a Marco Carnesecchi. Cinque minuti più tardi il giapponese si ripresenta di testa su un traversone di Moussa dalla destra, e stavolta il portiere nerazzurro deve inventarsi un intervento complicato.

ALTRI DUE PALI, POI IL PARI - Al 38' è l'incrocio dei pali a dire no a Luciano Valente, mentre al 46' arriva la manovra più applaudita della serata: apertura in profondità dentro l'area dello stesso Valente, tacco di Ueda a liberare il compagno e conclusione di Vanhoutte che lambisce il montante. L'1-1 nerazzurro matura invece a metà di un recupero lunghissimo: Lazar Samardžić disegna dalla bandierina di destra una traiettoria insidiosa, Scalvini la prolunga di testa e Krstović, da posizione ravvicinata, la spinge dentro con una zampata tutt'altro che pulita.

RIPRESA, SCAMACCA E BERNASCONI - La girandola di sostituzioni ridisegna entrambe le squadre senza abbassarne il livello. Anzi: fra i bergamaschi si mettono in evidenza gli inserimenti puntuali di Lorenzo Bernasconi e un Gianluca Scamacca deciso a guadagnarsi centimetri a spallate contro un reparto arretrato foltissimo. Dai due nasce l'occasione del 20': cross dalla corsia mancina, incornata schiacciata del centravanti ed Ernst costretto agli straordinari. Dietro convince anche l'ingresso di Odilon Kossounou, che dopo un paio di anticipi puliti si fa notare per una gran corsa all'indietro a chiudere una ripartenza di Nacho Ferri.

IL 2-1 CHE FA DISCUTERE - A meno di dieci minuti dal novantesimo il punteggio si sblocca di nuovo: Lotomba crossa, Zinhagel devia, Shaqueel van Persie sale sopra tutti e batte Marco Sportiello, uscito con poca convinzione – come ricostruisce L'Eco di Bergamo – mentre Raoul Bellanova finisce a terra in un contatto che gli ospiti giudicano irregolare. Le proteste non cambiano nulla, la rete viene convalidata e sarà quella decisiva.

L'EXTRA TIME E LA FIRMA DI VISMARA - I trenta minuti aggiuntivi non modificano il verdetto, ma distribuiscono applausi su entrambi i fronti: a Zinhagel per un destro sfilato accanto al palo, a Daniel Maldini per un paio di iniziative personali chiuse di poco a lato e soprattutto al giovane Paolo Vismara. Subentrato a Sportiello, il portiere non si limita alla passerella: poco prima del fischio conclusivo si toglie il lusso di una deviazione di grande effetto su Van den Elshout.

Una sconfitta che pesa poco e insegna parecchio. Con mezz'ora di lavoro in più nelle gambe, Sarri ha ottenuto quello che cercava.

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