Touré al Parma, il terzo prestito: storia dell'investimento record
Il trasferimento di El Bilal Touré dall'Atalanta al Parma è entrato nella fase conclusiva. Le due società stanno definendo in queste ore il passaggio dell'attaccante ivoriano classe 2001 sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto, destinato a trasformarsi in obbligo soltanto al verificarsi di determinate condizioni. Per il ragazzo di Adjamé, che il prossimo 3 ottobre compirà venticinque anni, è la terza esperienza a titolo temporaneo lontano da Bergamo.
L'INVESTIMENTO PIÙ ONEROSO DI SEMPRE - Il punto di partenza è una cifra che pesa: 31 milioni di euro, un record assoluto per la gestione della famiglia Percassi. Oggi la valutazione è tutt'altra, tanto che il club fatica persino a piazzarlo a titolo definitivo.
IL CAPITOLO STOCCARDA - Dodici mesi dopo l'arrivo dall'Almería è cominciato il primo prestito, quello in Germania: 4 milioni per la formula temporanea e 14 fissati per un diritto di riscatto mai esercitato, al termine di una Bundesliga da comparsa. Il bilancio recita dodici presenze e due reti.
PERCHÉ IL BEŞIKTAŞ NON L'HA RISCATTATO - L'estate successiva è toccata a Istanbul, con una formula che ricalca esattamente quella in via di definizione oggi: i turchi versarono tre milioni per il prestito e sarebbero stati vincolati all'acquisto a quota 15 milioni qualora l'attaccante avesse toccato le nove marcature stagionali. Si è fermato a sette complessive, e la conseguenza è stata il rientro immediato alla base. Pronto, appunto, per un altro trasferimento temporaneo.
LE CIFRE DELL'AFFARE EMILIANO - Ora tocca al Tardini. Restano da chiarire i parametri che faranno scattare l'obbligo, mentre è già delineato l'esborso finale: a fine stagione i ducali potranno acquisirlo a titolo definitivo per circa undici milioni di euro. Un'operazione che si inserisce nel percorso di sfoltimento della rosa, dentro un'estate nerazzurra che guarda soprattutto alle uscite.
L'ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA - Resta il paradosso di fondo: il maliano continua a rappresentare al tempo stesso la spesa più alta della storia del club e il suo passo falso più clamoroso, in un'epoca in cui a Zingonia le operazioni sono quasi sempre andate a segno. Quasi.
Un'ennesima chance di rilancio, dunque. Stavolta in Serie A.
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