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Romagnoli, il nome che Sarri conosce per la difesa nerazzurraTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 13:20Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Romagnoli, il nome che Sarri conosce per la difesa nerazzurra

Con Djimsiti in partenza serve un centrale: il difensore della Lazio in pole, dietro restano Kristensen e Todibo

La difesa dell'Atalanta ha una casella scoperta e il primo nome sulla lista porta ad Alessio Romagnoli. Con il centrale albanese ormai diretto verso l'Arabia Saudita, la dirigenza si muove su due binari paralleli: blindare Giorgio Scalvini, finito nel mirino del Newcastle, e trovare un innesto che restituisca profondità al reparto.

PERCHÉ SERVE UN CENTRALE - Il conto è presto fatto. Isak Hien resterà indisponibile fino a ottobre, mentre Sead Kolašinac e Honest Ahanor vanno considerati soprattutto come esterni sinistri: l'unica reale alternativa in mezzo alla retroguardia resterebbe Odilon Kossounou. Troppo poco per affrontare una stagione con tre competizioni in calendario.

IL GRADIMENTO DI SARRI - Ecco perché la pista biancoceleste è quella più calda. Maurizio Sarri ha già avuto il difensore alle proprie dipendenze alla Lazio e lo accoglierebbe volentieri – come riporta l'edizione bergamasca del Corriere della Sera –, in un profilo seguito dal club orobico ormai da settimane. Il classe 1995 è legato ai capitolini fino a giugno 2027 con un ingaggio da tre milioni netti a stagione, esattamente la metà di quanto gli era stato prospettato in Qatar dall'Al-Sadd: un dettaglio che rende meno improbabile un'operazione in Italia. E Alessio Romagnoli resta in attesa di capire come si chiuderà il capitolo arabo.

LE ALTERNATIVE - Sullo sfondo restano altri due profili ben delineati. Il primo è quello del danese classe 2002 dell'Udinese, Thomas Kristensen; il secondo conduce a Jean-Clair Todibo, francese del 1999 già trattato da Cristiano Giuntoli due estati fa, quando lavorava alla Juventus. Tre candidati, tre profili anagrafici e tecnici differenti.

La sensazione è che la scelta arriverà in tempi rapidi. Perché la partenza di Djimsiti lascia un vuoto che il calendario non concede il lusso di rimandare.

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