Esposito non gioca più: il Cagliari si irrigidisce, l'Atalanta osserva
Sebastiano Esposito ha chiuso con la Sardegna. L'attaccante non intende più indossare la maglia del Cagliari e punta all'addio in qualsiasi forma esso possa concretizzarsi: una ferita che, nelle ultime settimane, si è allargata fino a diventare insanabile. E la vicenda, in un finale di mercato che promette scossoni, può trasformarsi nell'occasione più ghiotta della sessione.
IL CERTIFICATO FINO AL 27 AGOSTO - La linea del giocatore è quella dello sciopero bianco: ha depositato un nuovo certificato medico che lo terrà fermo fino al 27 agosto, deciso a non allenarsi finché la finestra dei trasferimenti resterà aperta. Una scelta che alza ulteriormente la tensione nel braccio di ferro con la società isolana.
IL NODO DEL RINNOVO - All'origine della frattura c'è una trattativa contrattuale finita male. L'ex Inter aveva chiesto un adeguamento a 1,7 milioni rispetto agli attuali 800mila euro, mentre il club si era fermato a quota 1,2. Una distanza che ha fatto saltare il tavolo e, con esso, ogni possibilità di ricomposizione.
LA VALUTAZIONE CHE FRENA TUTTO - Il vero ostacolo, però, resta economico. La richiesta sarda oscilla tra i venti e i venticinque milioni: una cifra che finora ha bloccato ogni assalto. Se il Cagliari aprisse invece alla formula del prestito con diritto di riscatto, sul tavolo arriverebbero diverse proposte, anche di rango elevato. Per questo mezza Serie A resta alla finestra, in attesa di capire come si evolverà la situazione di Sebastiano Esposito.
LA DEA TRA LE PRETENDENTI - Nei mesi scorsi il centravanti ha raccolto sondaggi da Napoli, Roma, Como, Atalanta e Fiorentina, oltre a un dialogo estero con l'Hull City. Un interesse mai spento, quello nerazzurro, che si inserisce in un mercato bergamasco tuttora attivo nella ricerca di soluzioni offensive. Adesso servirà solo capire se il muro sardo si abbasserà prima del gong.
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