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Sarri: "Farfalle nello stomaco, mi aspetto una battaglia"
Oggi alle 07:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Sarri: "Farfalle nello stomaco, mi aspetto una battaglia"

Il tecnico presenta l'esordio in Conference contro l'Hapoel Tel Aviv, Ederson ringrazia i Percassi dopo la firma

Debutto ufficiale blindato per Maurizio Sarri sulla panchina dell'Atalanta: la cornice di sicurezza attorno all'andata del playoff di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv non è certo l'ideale per una prima volta, ma il tecnico — in una conferenza raccolta da La Gazzetta dello Sport — sceglie di separare i piani con nettezza. Sul contorno extra sportivo della sfida dosa le parole senza sottrarsi: «Da professionista devo affrontare ogni sfida cercando di vincerla. Se me lo chiedeste come uomo in privato, direi cosa ne penso». Tradotto: l'opinione personale esiste, ma resta fuori dal campo.

L'ENTUSIASMO E LE FARFALLE - Il Sarri della vigilia è concentrato ed emozionato, al punto da confessare una tensione quasi adolescenziale: «Ci sono anche un po' di farfalle nello stomaco». Nessuna posa, piuttosto una dichiarazione di metodo, perché per il tecnico la passione è requisito d'ingresso: «Se non ci fosse l'entusiasmo, uno è bene che smetta». Il clima trovato a Bergamo, del resto, lo ha colpito: «Ho trovato un ambiente che lo trasmette anche. Molto unito, in tutte le sue componenti, compreso il pubblico, e con grande senso di appartenenza». Un'atmosfera che ritrova persino nell'ironia, quando in sala stampa se la prende con un faro puntato negli occhi e si gira di spalle per ripararsi.

ATTENZIONE ALL'HAPOEL TEL AVIV - Il rispetto per gli israeliani non è di circostanza. Gli ospiti hanno già superato due turni europei, lasciando per strada i bulgari del Ludogorets e i polacchi del Katowice, con sette reti realizzate e quattro incassate e il successo sempre centrato nella gara d'andata, in entrambi i casi giocata in casa. Il conto complessivo dice sei partite ufficiali già disputate — due nella Toto Cup, la Coppa di Lega la cui finale si giocherà il 1° dicembre nel derby con il Maccabi —, mentre la Dea entra in scena soltanto adesso. Sarri lo mette in conto: «Vanno rispettati, hanno tecnica e gamba in ogni reparto e hanno più partite di noi alle spalle». E aggiunge la contromisura: «Ma ho fiducia anche per quello che percepisco in questo ambiente, tutto stretto intorno alla squadra».

OBIETTIVO QUALIFICAZIONE - Sul piatto c'è l'accesso al maxi girone, e il rischio è trasformare il ritorno di giovedì prossimo — in programma sul neutro ungherese di Miskolc — in una trappola di fine estate. Da qui l'invito alla lucidità: «Va gestita nei 180' senza perdere la testa». Il tecnico non nasconde di attendersi difficoltà, anzi le rivendica: «Ci teniamo a qualificarci. Non siamo stati fortunati nel sorteggio, mi aspetto una partita difficile, una battaglia». E quando gli si chiede della condizione, la risposta arriva col sorriso e con un paradosso: «Vorrei che la squadra non stesse benissimo, significa che avremmo margini di miglioramento». La chiave di lettura è tutta lì: un esordio che arriva con la macchina ancora in rodaggio.

UN CANTIERE APERTO - Il cambio di filosofia richiede tempo, e il tecnico lo dichiara senza infingimenti: «Abbiamo iniziato un percorso, siamo in costruzione». Un lavoro complicato anche dal calendario internazionale: «Abbiamo avuto la difficoltà ulteriore del Mondiale che ci ha restituito i giocatori un po' alla volta». Il bilancio, però, è positivo soprattutto sul piano umano: «Ci sono molti aspetti positivi però come la disponibilità estrema dei giocatori, dà gusto allenarli». Una squadra che muta pelle nei principi e nell'organizzazione più che negli uomini.

MERCATO, PIENA FIDUCIA IN GIUNTOLI - Perché sul fronte degli innesti la società si è mossa con parsimonia mirata: Gianluca Gaetano per la regia e Thomas Kristensen per il pacchetto arretrato. Scelte che dicono molto della convinzione condivisa tra il tecnico, la famiglia Percassi e il direttore sportivo Cristiano Giuntoli: la qualità in rosa è ritenuta sufficiente per reggere la rivoluzione tattica. Sul resto, l'allenatore chiude ogni spiraglio: «Mi sembrerebbe molto indelicato parlare di giocatori tesserati per altre squadre». E delega senza riserve: «Non ho tempo di pensare al mercato, per quello ci sono la società e il ds Giuntoli».

EDERSON E IL RINNOVO FINO AL 2031 - Al fianco del tecnico, in conferenza, c'è Ederson. Dopo un'estate trascorsa più vicino al Manchester United che a Bergamo, il brasiliano si ritrova con un contratto lungo e un peso specifico cresciuto dentro il progetto. Il primo pensiero è per chi lo ha voluto trattenere: «Tengo a ringraziare la società e in particolare Luca Percassi per la fiducia nei miei confronti». Poi la spiegazione della scelta: «L'Atalanta mi è sempre stata vicina, il grande rapporto con questo club mi ha convinto a restare e prolungare». Una permanenza che Ederson vive come un investimento reciproco: «Sono felicissimo, ho una responsabilità ancora più alta».

Novanta minuti per indirizzare la qualificazione, con l'avvertenza del tecnico ben stampata in testa: la partita dura il doppio.

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