Atalanta-Hapoel Tel Aviv, le probabili formazioni: Sarri parte con il piede giusto?
La nuova stagione dell’Atalanta si accende ufficialmente sul palcoscenico europeo. Alle 20.30, la “New Balance Arena” di Bergamo ospita l’andata dei playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv. Per i nerazzurri e per il nuovo tecnico Maurizio Sarri è il primo vero banco di prova: l’obiettivo è blindare il passaggio alla League Phase sfruttando il fattore campo, con la consapevolezza che il ritorno, tra una settimana, si giocherà in territorio neutro a Miskolc (in Ungheria). Di fronte una squadra israeliana già rodata dagli impegni ufficiali, ma sulla carta inferiore. L'arbitro sarà lo spagnolo Rojas.
COME ARRIVA L’ATALANTA - La Dea affida le proprie sorti al nuovo corso targato Maurizio Sarri, pronto all'esordio ufficiale sulla panchina bergamasca. Dopo un precampionato positivo – quattro vittorie (Atalanta U23, Arezzo, Schalke e Atletico Bilbao) e una sola sconfitta contro il Feyenoord – l’allenatore toscano vuole vedere determinazione e personalità in una gara che definisce "una battaglia". Il suo credo tattico è il consueto 4-3-3, con alcuni segnali già chiari in vista della formazione titolare. Tra i pali spazio a Carnesecchi, protetto dalla linea difensiva a quattro composta da Bellanova, Kossounou, Scalvini e Kolasinac, mentre Kristensen inizierà dalla panchina. A centrocampo, il playmaker sarà Gaetano, affiancato dalle mezzali Samardzic ed Ederson – su quest’ultimo Sarri si è espresso con entusiasmo, definendolo "solare e soddisfacente da allenare". Sull’esterno destro agirà Zalewski, mentre a sinistra Raspadori supporterà l’unica punta Krstovic, preferito a Scamacca, ancora non al top della condizione.
Le assenze pesano: out De Ketelaere (infortunio in via di risoluzione, ma con minutaggio ridotto), Kamaldeen Sulemana (stop più lungo) e Ahanor (in dubbio fino al controllo mattutino). Sarri, però, non cerca alibi e invita alla pazienza: "Abbiamo iniziato un percorso, siamo in costruzione. Abbiamo avuto la difficoltà ulteriore del Mondiale che ci ha restituito i giocatori un po’ alla volta. Ci sono molti aspetti positivi però come la disponibilità estrema dei giocatori, dà gusto allenarli. Spero ci sia modo di crescere molto e velocemente".
L’Atalanta vanta un precedente storico rassicurante: 100% di vittorie contro squadre israeliane, con i due successi (2-0 e 4-1) sull'Hapoel Haifa nei preliminari di Europa League 2018/19. Un piccolo fattore psicologico, ma Sarri preferisce tenere i piedi per terra: "Non siamo stati fortunati nel sorteggio, mi aspetto una partita difficile, una battaglia. E dalla mia squadra determinazione e voglia". E sugli avversari: "Vanno rispettati, hanno tecnica e gamba in ogni reparto e hanno più partite di noi alle spalle. Ma ho fiducia anche per quello che percepisco in questo ambiente, tutto stretto intorno alla squadra".
COME ARRIVA L’HAPOEL TEL AVIV - Dall’altra parte del campo, l’Hapoel Tel Aviv si presenta con maggior rodaggio e un'identità tattica ben definita. Guidati dall'ex attaccante nazionale Elyaniv Barda (con un passato al Genk e un biennio all'Hapoel Be'er Sheva), gli israeliani hanno già disputato sei match ufficiali in questa stagione: due in League Cup (vittoria ai rigori col Beitar Jerusalem e sconfitta col Kiryat Shmona) e quattro in Conference League, dove hanno eliminato prima i bulgari del Ludogorets (2-0 e 2-2) e poi i polacchi del GKS Katowice (vittoria 2-0 in casa e sconfitta 2-1 in trasferta, sufficiente per il passaggio). Il modulo di Barda è il 4-2-3-1, con una difesa a quattro formata da Coco, Moyembo, Chico e Leidner davanti al portiere Tzur. In mediana agiscono Falcao e Kroev, mentre il trio offensivo alle spalle dell’unica punta Altman è composto da Turiel (a destra), Alkoukin (sinistra) e Boateng al centro. Attenzione particolare a Stav Turiel, esterno destro classe 2004, autore di reti sia all'andata che al ritorno contro i polacchi: rapidità e dribbling le sue armi migliori, supportate dalla velocità di Alkoukin sull’altro lato.
L’Hapoel non parte sfavorito sulla carta, ma è consapevole che il risultato positivo in trasferta è fondamentale per giocarsi tutto al ritorno in Ungheria. L’obiettivo degli israeliani è chiaro: mettere in difficoltà la Dea con ripartenze veloci e pressing alto, cercando di capitalizzare gli errori di una squadra ancora in fase di rodaggio. La sfida si preannuncia più insidiosa di quanto i numeri possano suggerire, con gli ospiti pronti a giocare la loro partita senza timori reverenziali.






