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Sarri in conferenza: "Godiamoci questi tre punti, piccoli passi in avanti"TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 23:12Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
fonte nostra inviata Claudia Esposito

Sarri in conferenza: "Godiamoci questi tre punti, piccoli passi in avanti"

Il tecnico analizza il 2-1 sul Sassuolo: la mezz'ora d'avvio, il calo, l'inserimento dei nuovi e la staffetta Scamacca-Krstović

Tre punti all'esordio e una prestazione che il tecnico legge in due tempi ben distinti. Dopo il 2-1 sul Sassuolo maturato alla New Balance Arena, Maurizio Sarri ha analizzato in conferenza stampa la prima vittoria stagionale dell'Atalanta: la mezz'ora iniziale ad alto ritmo che lo ha convinto, il calo che ha portato la squadra a difendere bassa, il lavoro necessario per inserire i nuovi arrivati e le gerarchie ancora aperte in attacco, con Scamacca e Krstović a dividersi la scena.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, rispetto a giovedì ha visto una squadra meno pensante? E questa vittoria dà lo slancio che cercava in vista del ritorno con gli israeliani?
«Intanto pensiamo che abbiamo preso tre punti, poi da domattina penseremo al ritorno del playoff. Meno pensanti sicuramente nei primi venticinque-trenta minuti, quando abbiamo tenuto il giusto ritmo: alla fine abbiamo creato senza neanche soffrire in quel periodo di partita. Poi siamo diventati più passivi nella fase difensiva, in zone medio-alte di campo, e abbiamo cominciato a soffrire. Nel finale poteva venire fuori anche una vittoria più rotonda, però è stata una partita di sofferenza, con dei piccoli passi in avanti. Ora bisogna lavorare per inserire i nuovi, perché Elmas con noi ha fatto un allenamento stamani, Kristensen ne ha fatti un paio e poi il problema alla caviglia si è riacutizzato nella partita di giovedì, mentre De Katelaere era arrivato il 3 o 4 di agosto e poi ha avuto l'infortunio. Si tratta di tre giocatori che praticamente non si sono quasi mai allenati con noi, quindi lavoriamo anche per l'inserimento di questi, anche se oggi Elmas e De Katelaere ci sono stati piuttosto utili. Vediamo: ora godiamoci questi tre punti e da domattina penseremo alla prossima».

La soddisfa la prestazione di Gaetano insieme a Éderson, con il supporto di Pašalić? E quando pensa di poter vedere un'Atalanta così per novanta minuti?
«Io spero molto velocemente, ma non sarà facile che sia così. Ti direi che il centrocampo ha fatto un ottimo lavoro per trenta minuti, però poi penso che le sofferenze siano cominciate anche per colpa loro: siamo diventati troppo passivi, Matić è riuscito a prendere in mano la situazione con troppo spazio a disposizione, e lì sono cominciate le sofferenze. Trenta minuti di alto livello, però, tutti e tre. E ci metterei dentro anche Samardžić, perché quando entra dentro ci dà una bella mano».

Anche stasera la staffetta Scamacca-Krstović ha funzionato: cosa chiede a Krstović e fino a quando proseguirà con questa alternanza?
«Guarda, la staffetta ha anche una spiegazione molto logica: il tentativo di recupero di Scamacca dopo un paio di stagioni difficili. E infatti il ragazzo mi sembra in crescita a livello di prestazioni, perché stasera ha fatto un buon primo tempo. Questo, abbinato alla capacità di Nikola di avere questi ingressi dirompenti, in questo periodo mi ha fatto fare questo tipo di scelta. Stasera hanno fatto bene tutti e due, ed è chiaro che ci sarà anche il periodo in cui giocherà di più Krstović, perché in questo momento se lo meritano tutti e due, sinceramente».

Giovedì era stato critico con gli esterni: come li ha visti stasera?
«Li ho visti meglio. Un primo tempo più vivo, con più iniziative da parte di tutti e due, anche da parte di Zalewski. E poi stasera, a differenza di giovedì, quando hanno cominciato a calare ci sono arrivate soluzioni alternative che ci hanno dato una grossa mano. Però ho visto due ragazzi in crescita rispetto a giovedì».

Qual è l'aspetto che la convince di più e quello su cui la squadra deve crescere?
«L'aspetto che mi ha convinto di più è la prima mezz'ora, in cui siamo riusciti a giocare a ritmi alti, a essere pericolosi e a non concedere niente agli avversari. L'aspetto più preoccupante è che, quando abbiamo cominciato a calare nella pressione offensiva nella metà campo avversaria e ci siamo abbassati, siamo diventati passivi. E quando si comincia a difendere bassi e passivi è un problema. Questa è una cosa da mettere a posto, come la capacità di rialzarsi: quando ci mettono vicino alla nostra area di rigore, ci passiamo dei minuti, abbiamo delle difficoltà a riprendere campo e a riprendere un baricentro più adatto a come vogliamo giocare noi. Questi sono l'aspetto più positivo e quello più negativo della nostra partita».

A che punto è Elmas atleticamente e cosa si aspetta da lui, considerata la sua esperienza in Italia?
«Non è che sia poi tanto vecchio Elmas, nonostante giochi da tanti anni. Non ti so neanche dire in che condizioni è arrivato, perché è arrivato ieri e noi l'abbiamo visto nel pomeriggio: se lo mettevamo a fare dei test massimali ieri pomeriggio, è chiaro che oggi non poteva giocare. Ho visto che ha fatto pochi minuti in amichevole, mi sembra solo sessanta, per cui a occhio abbiamo cercato di utilizzarlo per un quarto d'ora. Da domattina comincia a fare tutti i test e avremo un quadro più chiaro del livello di allenamento del ragazzo».

Confortante anche il gol di Raspadori, che si è sbloccato.
«Spero che si sia sbloccato definitivamente. Sta giocando in un ruolo in cui però l'ho visto spesso anche a Sassuolo e tante volte anche a Napoli, in tante occasioni, e ha compiti difensivi superiori rispetto al passato. Però è un giocatore qualitativo, uno che, se troviamo il momento positivo, un po' di gol ce li può garantire. Ha fatto tanta fatica in tutto il precampionato, stasera invece è arrivato molto più pronto, perché oltre al gol ha fatto anche una fase difensiva di livello».

Due gol nati da lanci lunghi: erano schemi provati?
«Stai scherzando, ma la rimessa lunga in posizione corta di Carnesecchi noi la proviamo tutte le settimane. Poi il gol è venuto su uno sviluppo che non era previsto da parte nostra, perché non è che doveva andare direttamente Nikola in gol: ci doveva essere uno sviluppo diverso, però è stato bravo ad approfittare dell'incertezza del difensore, bravissimo Nikola. Guarda, in certi momenti della partita io non sono un amante della palla lunga, però, come dicevamo prima, siamo una squadra che quando si abbassa diventa passiva e ha difficoltà a riprendere campo: in quei momenti lì, secondo me, bisogna andare anche lunghi e andare a lottare le seconde palle, cosa che stasera ha fatto benissimo Samardžić».

Sulle rimesse sembrava esserci qualche difficoltà legata alla nuova regola dei cinque secondi: come la state interpretando?
«Io l'ho interpretata come se stasera il conteggio fosse solo per noi: loro hanno fatto un fallo laterale e hanno battuto mezzo minuto dopo che avevano in mano il pallone. Sinceramente l'arbitro stasera ci ha messo pressione da questo punto di vista, e diventa un po' più difficile. Però è un adeguamento: l'aspetto positivo è che giovedì non abbiamo fatto una partita europea con sessantadue minuti di tempo effettivo, e ho l'impressione che anche stasera sia stato abbastanza elevato, anche se il dato non l'ho ancora visto. Venendo da un campionato che aveva il tempo effettivo più basso d'Europa, questo potrebbe essere un piccolo rimedio, però è una forma regolamentare da interpretare: se è palese che una squadra sta perdendo tempo, si può interpretare il regolamento alla lettera. Ma non in tutte le occasioni».

Tornando al centrocampo, Pašalić ha fatto un grandissimo primo tempo: quanto la sta aiutando anche come leader ed esempio di cultura del lavoro?
«Mario è un professionista, ma questo è un gruppo di professionisti, e la cultura del lavoro in questa squadra c'è. Avranno avuto sicuramente allenatori che hanno inculcato loro questo tipo di mentalità e una società che ha portato avanti un discorso di questo genere. È un gruppo a cui, a livello di professionalità, non puoi dire assolutamente niente. Poi può giocare bene o male, ma quello fa parte di un altro tipo di discorso. Mario è un ragazzo serissimo, lo conoscevo già dai tempi del Chelsea, perché quando io arrivai lui c'era: poi a fine mercato non mi ricordo dove andò in prestito, forse al Milan. Fu una scelta a livello societario, perché avevano un numero di giocatori infinito, mi sembra che quell'anno avessimo quarantasette giocatori in prestito. Poi ha fatto una carriera importante ed è ancora un giocatore importante».

Prima vittoria in cascina e nessuna concessione all'entusiasmo: Sarri prende la mezz'ora iniziale come modello e il calo successivo come cantiere, consapevole che il percorso passi anche dall'inserimento di chi è arrivato per ultimo. Da domani, però, la testa torna già all'Ungheria.

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