Sarri a DAZN: "Abbiamo creato senza rischiare niente. Gaetano? Può migliorare ancora"
Un avvio di stagione tutt'altro che semplice, tra un preliminare europeo scomodo e una rivoluzione tattica che cancella dieci anni di difesa a tre. Dopo il 2-1 sul Sassuolo che apre il campionato dell'Atalanta alla New Balance Arena, Maurizio Sarri ha commentato ai microfoni di DAZN i passi avanti della sua squadra rispetto alla prestazione europea di giovedì, soffermandosi sul rendimento di Gaetano, nuovo perno della manovra nerazzurra, e sulla qualità dell'avversario.
Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, dopo l'Hapoel aveva parlato di una squadra troppo pensante: ha visto dei passi avanti oggi, al di là della vittoria?
«Ho visto dei passi avanti, soprattutto nei primi venticinque-trenta minuti: abbiamo fatto bene, a ritmi sicuramente più alti rispetto a giovedì, e abbiamo creato senza rischiare niente. Dopo quel periodo abbiamo sofferto e siamo diventati più passivi in fase difensiva. Mi dispiace che nel finale abbiamo avuto veramente la possibilità di fare un finale tranquillo e invece abbiamo sprecato diversa roba. Però abbiamo trovato una buona squadra, che ci ha creato tante difficoltà».
Il motore della sua squadra è il play, e voi avete cambiato play: al di là dell'assist, oggi Gaetano ha fatto molto bene anche in fase difensiva, con tanti recuperi sulle seconde palle. Come l'ha visto?
«È un ragazzo che in questo ruolo ha giocato pochissime partite, quindi si deve fare la sua esperienza: è un ruolo delicato. Lo sto vedendo bene, ma se accumula partite, secondo me, può migliorare ancora».
Da allenatore più esperto, come ha visto Aquilani nella sua prima in Serie A?
«Bene, te l'ho detto: ho visto un Sassuolo bello brillante, è una squadra pericolosa. Penso che alla fine sia venuta fuori una partita anche godibile, perché ci sono state tante palle gol e c'è stato un buon ritmo, nonostante fosse la prima partita del campionato. Quindi penso che sia sulla strada giusta».
Il primo successo stagionale arriva con la lucidità di sempre: mezz'ora di alto livello da cui ripartire, un calo da correggere e un regista giovane nel ruolo a cui viene chiesto soprattutto di accumulare minuti. Tra pochi giorni, però, il pensiero tornerà interamente all'Ungheria.
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