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Samaden esalta la finale: "Un bellissimo spot per il calcio giovanile"
Oggi alle 20:42Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Samaden esalta la finale: "Un bellissimo spot per il calcio giovanile"

Ai microfoni di Sportitalia il responsabile del settore giovanile nerazzurro celebra la Supercoppa Primavera e traccia la rotta della stagione

FIORENTINA-ATALANTA 3-4 (p.t. 0-1)
15' M. Colombo (A), 48' Mazzeo (F), 50' Perillo (A), 52' Bonanno (F), 78' Forte aut. (A), 81' Cakolli (A), 91' Forte (F)

Una finale spettacolare, chiusa sul 4-3 contro la Fiorentina campione d'Italia, e un trofeo che torna a Bergamo. Nella sala stampa dell'Arena Civica "Gianni Brera", Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile dell'Atalanta, ha commentato ai microfoni di Sportitalia il successo dei ragazzi di Bosi in Supercoppa Primavera. Nel suo intervento c'è la soddisfazione per una gara di altissimo livello, l'orgoglio per lo spazio concesso ai classe 2010 e 2011, il valore dell'attenzione della proprietà verso il vivaio, l'arrivo di Michele Sbravati e gli obiettivi di una stagione appena cominciata. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Direttore, da dove partiamo: dalla soddisfazione per il trofeo o da quella per la prestazione della squadra?
«Sicuramente vincere un trofeo dà grandissima soddisfazione. Vincerlo contro una squadra forte come la Fiorentina, e in una finale bellissima che secondo me è stata proprio divertente, è stato un bellissimo spot per il calcio giovanile. Mi auguro che tante partite siano così, dove si sono visti anche degli errori, ma soprattutto tante qualità tecniche, tante giocate individuali, gol, un rigore, tiri in porta, ribaltamenti di fronte: veramente bella. Poi chiaramente, quando la vinci, è ancora più bella».

L'Atalanta ha chiuso la partita con un 2011 in campo: quanta soddisfazione c'è per questo, conoscendo la filosofia del club?
«Sì, come anche un 2010 come Olivieri, che ha giocato fin dall'inizio, e come tanti altri ragazzi che fanno parte del gruppo e che il mister sta facendo crescere molto bene: magari oggi sono meno pronti, ma lo saranno fra qualche mese. È importante dare spazio ai più giovani ed è importante che facciano anche un percorso giusto. Noi abbiamo la fortuna di avere anche l'Under 23, che permette di avere un ulteriore step, e soprattutto la fortuna di essere in una grandissima società che ha grandissima attenzione verso il settore giovanile, con Luca Percassi che ci guida tutti i giorni e ci sprona a migliorare sempre».

Quest'estate è arrivato anche Michele Sbravati a lavorare al suo fianco: che valore aggiunto porta?
«Avere una proprietà lungimirante e attenta al settore giovanile significa non solo pensare ai giocatori, ma anche alle strutture, e credo che il nostro centro sportivo sia un'eccellenza a livello italiano e non solo, oltre che alle persone che poi devono gestire il tutto. L'opportunità di avere Michele è stata una grandissima opportunità: permetterà soprattutto di crescere dal punto di vista metodologico e tecnico, e insieme a lui sono sicuro che faremo un ulteriore salto di qualità».

Che cosa dobbiamo attenderci quest'anno da questa Primavera di Bosi?
«Come sempre, qualche difficoltà l'avremo, perché ci scontriamo con squadre che hanno un'età superiore: chi non ha l'Under 23 può schierare ragazzi anche più grandi. Ma questo non deve essere un alibi. L'anno scorso abbiamo dimostrato di poter vincere un trofeo e siamo andati vicini alla qualificazione: forse lì, sulle fasi finali, qualche rammarico c'è. Quest'anno l'obiettivo è giocare ogni partita alla morte e far crescere i ragazzi. Abbiamo la fortuna di avere un grandissimo mister e uno staff di primo livello, quindi, come sempre, cercheremo di fare in modo che si cresca giorno dopo giorno attraverso il lavoro».

Una fotografia limpida del modello nerazzurro: vincere, sì, ma soprattutto far crescere. Samaden si gode il trofeo dell'Arena Civica e rilancia sul percorso, tra strutture d'eccellenza, una proprietà attenta e ragazzi sempre più giovani lanciati nella mischia. Perché a Bergamo il vivaio, prima ancora che un reparto, è un metodo di lavoro.

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