Lazio, Fabiani: "Monitoriamo gli svincolati. Obiettivo minimo tornare in Europa"
12.25 - Al termine della conferenza stampa di presentazione di Diogo Leite ha preso la parola il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani.
C'è una riflessione sul mercato degli svincolati? Cosa si farà con Pellegrini?
"Su Patric e Pellegrini mi sono già espresso, ci sono ancora due slot e come abbiamo sempre detto il mercato non dorme mai. Laddove la società intravede la possibilità di rinforzare ulteriormente la rosa verranno fatte delle valutazioni".
L'ingaggio di Diogo Leite impatta sul costo del lavoro allargato? Ci sono riflessioni sul mercato di gennaio?
"Si, tutti gli acquisti impattano sull'indice. Mi sento di tranquillizzare chiunque, così come abbiamo sempre fatto riusciamo a fare mercato. Riusciamo sempre a patrimonializzare il parco giocatori della Lazio, oggi non dico una baggianata se dico che il valore della Lazio si può attestare intorno ai 400 milioni di euro. Usciranno dei valori ufficiali, ma in base alle mie analisi abbiamo fatto un gran lavoro. Non prendiamo tanto per prendere, poi c'è stata abilità e furbizia nell'operare con svincolati e giocatori che non rientravano nelle valutazioni tecniche di altre società. Questo non può che farci piacere, abbiamo patrimonializzato e si può operare tranquillamente sul mercato con cessioni prendendo giocatori altrettanto validi sul mercato come fatto con Castellanos e Guendouzi a gennaio e con Mario Gila in scadenza quest'estate. Mi sento di dire che la squadra è stata rinforzata, poi il campo è il giudice supremo ma questo non è il momento di dare giudizi perché vincere due partite significa tanto ma può significare nulla. Non dobbiamo farci distrarre dai complimenti, il calcio è una brutta bestia e dobbiamo lavorare su questo percorso intrapreso sperando di raggiungere quell'obiettivo minimo di riportare la Lazio in Europa".
Che voto darebbe al mercato?
"Non sono qui per lodarmi, i voti si danno a fine anno e se a fine anno scorso abbiamo meritato l'insufficienza io aspetterei la fine di questo campionato per fare valutazioni. A me non piace attribuire meriti della campagna acquisti a Fabiani, alla società o al mister, non ci deve essere nessuna primadonna, io sono stipendiato per fare il mio lavoro e cerco di farlo nel migliore dei modi. Rimanderei tutto a fine campionato, ma tutto ciò che è stato fatto l'ho fatto con passione e con amore per questa società per rispetto verso tutti i tifosi, anche se oggi c'è una questione in ballo che prima o poi deve essere risolta. Giocare senza i tifosi non è semplice, i tifosi alla lunga portano dei punti in più, ho visto qualche partita nell'ultimo weekend e per qualche squadra i tifosi sono riusciti a dare quella forza per ribaltare il risultato. Quando ho chiesto un passo indietro non era rivolto ai tifosi, ragioniamo tutti insieme e troviamo una sintesi. Non voglio entrare nel merito, il mio compito è quello di dire ai signori tifosi e ai signori della carta stampata di risolvere questo problema. Il calcio è bello perché intorno ci sono i tifosi e c'è tanta passione, sono cose che non dovrei neanche dire perché vado a dare soddisfazione. I tifosi mancano, hanno preso questa decisione e la rispettiamo, ma noi cercheremo di dare sempre il massimo. Abbiamo fatto un allenamento a porte aperte e sono venuti tanti tifosi e ci hanno tenuto a sottolineare che staranno sempre vicino ai calciatori perché seguono sempre le sorti della squadra. Vediamo se il tempo potrà aggiustare il tiro, ci sono le persone preposte che devono intervenire mentre io mi occupo della parte tecnica e oltre non posso andare. Da parte di tutti quanti noi fare un passo indietro potrebbe dire farne due in avanti, ma non era indirizzato solo ai tifosi bensì a tutto l'ambiente".
Lotito ha parlato oggi di protesta illogica, come società cosa state facendo per riportare i tifosi allo stadio?
"Io posso parlare per me. Con il mio gruppo di lavoro stiamo facendo l'impossibile per mettere a disposizione del tecnico e della tifoseria quei calciatori che possono togliere delle soddisfazioni. Se un figlio prende sempre le botte, faccio una battuta e non scriviamo che serve un assistente sociale. C'è bisogno di mediare e abbassare i toni. Io posso parlare per Angelo Mariano Fabiani, né per i tifosi né per Lotito. Credo che questa situazione vada affrontata, ma non sono un politico né un presidente. Mi sento di dire queste cose, poi se prendo qualche insulto non c'è problema. Io rappresento la società in veste di direttore sportivo e non di azionista o proprietario, nella vita nessuno mi ha messo il bavaglio e dico ciò che penso. Questa cosa non è bella per i tifosi, la squadra e Lotito, ci vuole poco per risolvere il problema. L'importante è mettersi tutti a discutere, se si va muro contro muro non si arriva mai a una definizione. Invito tutte le parti, anche il presidente Lotito, a prendere di petto questa situazione. Sono convinto che non faccia piacere anche a lui, ma io non sono l'avvocato difensore di nessuno e rispondo solo delle mie azioni. Se oggi, per l'ennesima volta, mi sento di lanciare questo appello lo faccio sotto la mia responsabilità consapevole che tra mezz'ora prenderò altri insulti sui social".
Gattuso aveva parlato di 8-9 squadre davanti alla Lazio e oggi ha dichiarato l'obiettivo Europa. C'è la convinzione di aver accorciato il gap? Sul saldo zero, la società ha la certezza di non dover operare nuovamente col saldo zero o non c'è la matematica certezza?
"Bisogna aspettare le ulteriori verifiche degli enti preposti, a naso dico che abbiamo preso sei giocatori e ne sono andati via quattro. Nel fare contratti pluriennali quei contratti impattano sul costo del lavoro allargato, la fortuna della Lazio e di qualsiasi club è patrimonializzare. Quando hai valore nei singoli questo ti fa stare tranquillo perché ti puoi muovere e puoi operare. Se non avessi avuto un parco di giocatori da poter vendere sarebbe stato un problema. Sull'Europa questo è in cuor mio, veniamo da anni particolari dove giocatori che hanno fatto la storia della Lazio non ci sono più. A rompere un giocattolo ci vuole poco e a ricostruirlo ci vuole tempo. Mi auguro vivamente che possiamo migliorare sempre di più questo risultato per far sì che la Lazio torni al più presto in Europa. Oggi parliamo del sesso degli angeli. Se non dovessimo centrare l'Europa non farei nulla, ho una proprietà che deve valutare e solo allora si potranno tirare le somme".
In questi giorni ha parlato col presidente Lotito di una possibile mossa per venire incontro ai tifosi? Ha parlato del suo contratto?
"Il mio futuro non è stato mai oggetto di discussione e non mi pongo il problema del rinnovo. Opererò per il bene della Lazio fin quando sarò qui. Non spetta a me parlare con Lotito di questa situazione, ciò che dico è tutto frutto del mio pensiero. Sono uno spirito e un'anima libera, penso che tutti quanti dobbiamo fermarci e riflettere per vedere se si può risolvere questo problema. Questo è in capo al presidente, non posso scavalcare il presidente né i tifosi. Posso dire con molta umiltà di venire allo stadio perché i giocatori hanno bisogno dei tifosi. Noi daremo sempre il massimo per cercare di fare punti. A Udine c'erano i tifosi e me ne sono accorto, quella è la cosa più bella e al calciatore piace festeggiare a fine partita insieme ai propri tifosi. A me sembra un'assurdità, ma poi dobbiamo andare avanti comunque. Con i tifosi saremmo tutti quanti felici, senza comunque abbiamo la consapevolezza che battono dei cuori dietro ai televisori".
La Lazio si è impegnata con diversi pagherò. La Lazio sa già oggi che per pagare questi riscatti avrà bisogno di vendere giocatori? Cosa l'ha spinta a cambiare rispetto ai suoi precedenti tre anni alla Lazio?
"Pagherò è un termine sbagliato. Io vedo sempre un elemento polemico, ci sono dei contratti depositati in Lega che vanno semplicemente rispettati. Riscatti non è un pagherò, io non ho mai fatto un passo più lungo della gamba. Se abbiamo fatto questi contratti è perché non crediamo che fossero dei pagherò, abbiamo fatto delle operazioni e quando parlo di technality invece di darti i soldi con la mano destra, te li dò con la mano sinistra. Ci sono norme che andrebbero affrontate perché sono peggiorativi. Per quale motivo qualsiasi club si può avvalere solamente di due svincolati nella sessione di mercato? Perché devo avere il limite di due svincolati? Abbiamo preso dei giocatori svincolati sotto il prezzo del loro mercato e questo dovrebbe essere positivo per ogni società, anche questa norma stupida perché mi costringe a non poter prendere giocatori? Io non ho mai fatto scommesse, qualche giocatore magari non è stato all'altezza delle aspettative. Mi dicevano che Belahyane era un giocatorino, poi quando lo chiami all'opera sfodera una partita importante. La Lazio farà come ha fatto in tutti questi anni, tutti gli impegni assunti li ha sempre mantenuti. Se abbiamo preso un giocatore che si sta rilevando importante per la Lazio già sappiamo che questi giocatori rappresentano il futuro della Lazio. Non si può fare un'operazione fine a sé stessa spendendo cinque milioni per il prestito, cinque milioni hanno la coda lunga e quando si fanno queste operazioni le si fanno perché tutto deve combaciare. Se non posso permettermi Ronaldinho a 150 milioni, ovviamente non lo faccio. Abbiamo la consapevolezza per dire che possiamo soddisfare tutte le esigenze di cui abbiamo bisogno. Poi valuteremo il rendimento sul campo e si potrà cambiare strategia. Se devo vendere il Guendouzi di turno perché mi rappresenta un potenziamento dal punto di vista economico allora valuto la cessione. Di fronte a offerte importanti ci sono anche giocatori che possono mettersi di traverso, Gattuso ha detto di lavorare con giocatori che vogliono venire alla Lazio. Se arriva la Premier che vuole dare 50 milioni perché Frattesi ha fatto tre gol in tre partite e lui vuole andare, che dici a Frattesi di non andare? Noi non abbiamo mandato via nessuno dalla Lazio. Su Mario Gila il sottoscritto ha rifiutato 25 milioni di euro dal Milan e sono tanti per un giocatore a scadenza. Poi sono arrivati a 30 milioni, il giocatore voleva andar via in una società dove ha pensato bene che poteva migliorare il suo stato e lo abbiamo accontentato. Ogni operazione è diversa l'una dall'altra, la verità con Diogo Leite è che se non esce Romagnoli abbiamo tre mancini ed è un problema. Sapevo che mi avrebbero portato fino all'ultimo per Romagnoli perché volevano la risoluzione a zero, la forza della società invece è stata mantenere il punto. Romagnoli ha un costo per l'uscita, si è verificato a settembre e Diogo Leite è venuto alla Lazio. Lo avevamo già contattato qualche anno fa, è un giocatore conosciuto e poi qualche collega diceva che non interessava".
Le fa male la situazione coi tifosi e sentire degli ex giocatori che parlano di una Lazio senza obiettivi?
"Per passo indietro coi tifosi io intendo un dialogo su tutti i tavoli, un passo indietro non è offensivo in alcun modo. Non deve esserci un dialogo per interposta persona, il confronto deve essere fatto tra le componenti aventi diritto. Se queste componenti aventi diritto di discutere possono incontrarsi e dire la loro, chissà perché potrebbe esserci un'apertura e la risoluzione di un rapporto così incrinato. Anche in famiglia tra moglie e marito si creano frizioni perché non c'è dialogo, basterebbe poco per parlarsi. Qui l'uno sfugge dall'altro, io ne sto parlando a titolo personale. Nessun tifoso e mai Lotito mi ha imposto qualcosa, parlo perché sento di farlo. In tutte queste problematiche il sottoscritto, anche con problemi personali, è stato qui a lavorare per la causa della Lazio. La cosa più semplice per me sarebbe stata quella di staccare la spina, invece ho preso un impegno e lo porto fino alla fine con grande rispetto per tutte le componenti. Io sono convinto che esista il tredicesimo uomo in campo, credo che all'80esimo quando 50-60 mila spettatori ti spingono allora dai quel qualcosa in più. Io devo stare nel mio recinto, credetemi che anche le famiglie e i bambini hanno bisogno dei calciatori e hanno voglia di andare allo stadio. Riportiamo sui giusti binari il gioco più bello del mondo".
13.00 - È terminata la conferenza stampa di Angelo Fabiani.






