Sky, Sarri vede la svolta: "Esco molto meno preoccupato di altre partite"
Una sconfitta pesante alla New Balance Arena, arrivata al termine di una gara dominata sul piano territoriale ma persa negli episodi. Dopo l'1-2 contro il Cagliari, firmato da Mendy e Maldini con in mezzo il pari di Scamacca, Maurizio Sarri ha analizzato la serata nella conferenza stampa del dopo partita. Il tecnico nerazzurro ha rivendicato la mole di gioco prodotta dai suoi, ha spiegato perché stavolta si senta molto meno preoccupato rispetto alle uscite precedenti, ha ridimensionato le attese sulla maxisosta di settembre e ha promosso senza riserve l'esordio dal primo minuto di Kessié al posto dello squalificato Gaetano. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Maurizio, perdere a Roma ci stava, la sconfitta di stasera fa molto più male: che cosa non le è piaciuto e che cosa non sta funzionando rispetto alle sue aspettative?
«A Roma abbiamo rischiato di vincere facendo una partita che non era d'assedio. Stasera invece abbiamo fatto una partita molto più d'assedio rispetto alle precedenti: intensità, pressione, grande supremazia territoriale. Finire 85-15 come supremazia territoriale significa che abbiamo tenuto gli avversari bassissimi, abbiamo giocato tantissimo e abbiamo fatto ventidue tiri. Poi ci abbiamo messo delle imprecisioni, degli errori, che ci sono costati la partita. Però questa è una base molto più solida su cui partire rispetto alle partite precedenti».
Il suo direttore sportivo dice che per indole lei è sempre preoccupato: lo è per come stanno andando le cose? E realisticamente vedremo l'Atalanta di Sarri dopo la maxisosta di settembre-ottobre?
«Sulla maxisosta sono tutti discorsi che non hanno un fondo di verità: noi avremo, compresi i ragazzi dell'Under 23, tra i ventitré e i ventisei giocatori impegnati con le nazionali, quindi rischiamo di allenarci nelle prime due settimane con un massimo di cinque giocatori. Quindi non faremo niente. Io stasera sono molto meno preoccupato rispetto alle partite precedenti».
Difensivamente i meccanismi sono nuovi ed è fisiologico che serva tempo, ma davanti, pur avendo tirato tanto, le occasioni pulite sono state poche: che cosa manca? Abitudine a un nuovo calcio, condizione, spensieratezza o qualità?
«La condizione fisica. Stasera a me sembra una netta crescita, nonostante avessimo in campo anche un giocatore che negli ultimi tempi ha giocato pochissimo come Rowe: da quel punto di vista ho visto una grande crescita. Sul fronte delle occasioni create, in relazione alla mole di gioco che abbiamo fatto molto probabilmente potevamo crearne molte di più, però in certi momenti la partita non era neanche semplice: nel finale c'era un muro al limite dell'area. Però, te l'ho detto, è una base da cui si può costruire. Mi dispiace per i ragazzi, hanno dato tutto, e mi dispiace per il pubblico, però io esco molto meno preoccupato stasera rispetto ad altre partite».
Quanto si è sentita l'assenza di un giocatore come Gaetano e quali caratteristiche ha visto in Kessié, che si è inserito al suo posto?
«Gaetano sta facendo molto bene, ma Kessié stasera mi sembra non abbia fatto rimpiangere nessuno: ha fatto una buonissima partita, nonostante sia un ragazzo che dopo il Mondiale era stato completamente fermo e si alleni con noi da poco tempo. Ha dato una risposta: è un giocatore importante, un giocatore solido, e sicuramente diventerà molto importante per noi. Così come penso che lo sarà anche Gaetano».
Una sconfitta che brucia, ma letta come un passo avanti: Sarri separa il risultato dalla prestazione e si aggrappa ai numeri di una gara dominata sul piano del gioco. Con l'unica certezza che, tra nazionali e tempi tecnici, la vera Atalanta del nuovo corso dovrà ancora aspettare.
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