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La Primavera ha una coppa in mano e una difesa da inventare
Oggi alle 19:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

La Primavera ha una coppa in mano e una difesa da inventare

Giovanni Bosi ha vinto la Supercoppa con la squadra più giovane degli ultimi anni e tre giorni dopo ha perso con il Torino: le due immagini non si contraddicono, si completano

Il calcio giovanile ha una regola che i tabellini non riportano: ciò che si perde in settembre torna in aprile, se qualcuno lo ha piantato bene. La Primavera dell'Atalanta ha appena vissuto la settimana più contraddittoria che si possa immaginare, un trofeo nazionale alzato il giovedì all'Arena Civica e tre gol subiti in casa la domenica dal Torino, e il modo più sbagliato di leggerla è scegliere una delle due immagini. Vanno tenute insieme. È lì che sta la stagione.

Stiamo parlando di costruzione, non di classifica. La società ha scelto in estate di ringiovanire il gruppo, di mandare in prima squadra e nell'Under 23 chi era pronto, di affidare a Giovanni Bosi ragazzi che in molti casi giocano sotto età. Tre punti in quattro giornate e dieci gol subiti sono il prezzo di quella scelta; il 4-3 alla Fiorentina campione d'Italia, con una rimonta e un finale retto a denti stretti, è il primo interesse maturato. Curiosità: nella stessa settimana un diciottenne cresciuto in questa Primavera, Steffanoni, ha deciso una partita di Serie C con un destro all'incrocio. Ma torniamo a Zingonia, perché è la difesa il tema e non l'attacco. Sei gol fatti con cinque marcatori diversi dicono che davanti il gruppo ha idee; dieci subiti dicono che dietro non ha ancora una gerarchia, e la gerarchia, a diciassette anni, si costruisce con le sconfitte più che con le vittorie.

Non esiste una Primavera che vinca la Supercoppa per caso. Non esiste un gruppo che rimonti una finale senza carattere. Non esiste, però, nemmeno una squadra che subisca tre gol in tre partite su quattro e si racconti come già pronta. Bosi lo sa, e ha davanti tre settimane e mezzo di sosta: il tempo che serve per far diventare un blocco quello che oggi è un elenco di nomi. Il calendario, al rientro, non farà sconti: Milan a Zingonia il 10 ottobre, poi Lazio e Inter in casa entro novembre, come dice il programma fino alla undicesima giornata.

Tenete presente una cosa: il trofeo di giovedì non lo toglie nessuno, e il 4-3 alla Fiorentina resterà in bacheca qualunque sia la classifica di maggio. La sconfitta con il Torino, invece, si può cancellare. È la differenza fra ciò che si è già costruito e ciò che si sta costruendo, e la seconda parte è quella che rende interessante il lavoro di Bosi.

Una coppa in mano, una difesa da inventare. Chi ha già la prima, di solito, trova il tempo per la seconda.

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