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ESCLUSIVA TA - Dalla Costa d'Avorio a Zingonia: la bandiera che nascondeva un abbraccio
Oggi alle 22:00Primo Piano
di Claudia Esposito
per Tuttoatalanta.com

ESCLUSIVA TA - Dalla Costa d'Avorio a Zingonia: la bandiera che nascondeva un abbraccio

Guido era arrivato in silenzio, senza avvisare nessuno. A fine seduta l'abbraccio dopo anni, due parole nella lingua d'origine e un regalo inatteso

L'allenamento a porte aperte dell'Atalanta a Zingonia di martedì pomeriggio ha regalato anche una storia che va oltre il campo. Tra le circa duecento persone presenti dietro la rete c'erano Constant Gohourou, per tutti Guido, cugino di Franck Kessie, e il suo amico e collega Ibrahima Ndao, Ibra. Sulla recinzione avevano sistemato una bandiera della Costa d'Avorio. Kessie non ne sapeva nulla: il cugino era arrivato proprio per fargli una sorpresa.

I due non si vedevano da anni. «L'ultima volta risale praticamente al periodo in cui Franck giocava nell'Atalanta – ha raccontato Guido –. Quando è stato mandato in prestito al Cesena ero andato anche a vedere una sua partita. Poi è passato al Milan e da allora non abbiamo più avuto occasione d'incontrarci». Una lunga attesa, dunque. E alla domanda se il cugino sapesse della sua presenza a Zingonia, la risposta è arrivata senza esitazioni: «No, non sa nulla. È una sorpresa. Penso che sarà felice perché è davvero tanto tempo che non ci vediamo».

Il racconto si è poi spostato dal calciatore alla persona. «Franck è un ragazzo simpatico. L'Atalanta lo ha fatto crescere e penso che sia tornato anche per ringraziare la società e mettere a disposizione la sua esperienza».

Guido ha svelato anche un retroscena legato al trasferimento del cugino al Barcellona. Lui avrebbe preferito che restasse in Italia, e glielo aveva detto apertamente: «"Bro, dovresti restare qui. In Italia ti vogliono bene e hai ricevuto tanto" gli avevo detto. Ma i calciatori hanno la loro strada e vogliono fare nuove esperienze. Adesso, però, sono contento che sia tornato. È tornato a casa».

Il calcio, del resto, è passato anche dalla sua vita: Guido racconta di aver giocato fino al campionato d'Eccellenza. E qui il confronto cade inevitabilmente sulle qualità tecniche del cugino, affrontato con disarmante onestà: «Non avevo il suo stesso talento, anche se lui è stato pure più fortunato. Franck è molto forte. È davvero in gamba».

A fine allenamento a porte aperte è arrivato il momento che Guido aspettava. Kessie si è avvicinato alla rete insieme a Kossounou e si è trovato davanti il cugino che non vedeva da anni, come lo stesso centrocampista ha confermato a chi assisteva alla scena: «Sì, sì, è mio cugino». Poi qualche parola scambiata tra loro nella lingua d'origine, tanti sorrisi, la promessa di risentirsi presto. E, prima di salutarsi, un regalo per Guido: la maglia indossata da Kessie durante l'allenamento. Era arrivato con una bandiera, è tornato a casa con una maglia. Non male, per una sorpresa.

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© foto di TuttoAtalanta.com

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