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DAZN, Marelli non ha dubbi: "Rigore chiaro negato all'Atalanta su Rowe"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 20:20Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

DAZN, Marelli non ha dubbi: "Rigore chiaro negato all'Atalanta su Rowe"

La moviola di DAZN condanna il mancato intervento del VAR sulla trattenuta di Kalulu

C'è un episodio che pesa come un macigno sul 2-0 incassato dall'Atalanta all'Allianz Stadium. Luca Marelli, negli studi di DAZN, ha analizzato il contatto tra Pierre Kalulu e Jonathan Rowe in area bianconera e ha emesso un verdetto che non lascia margini: «questo è un rigore chiaro che manca, con ammonizione».

LE PROTESTE ERANO FONDATE - Il primo passaggio dell'ex arbitro è un riconoscimento diretto alle rimostranze nerazzurre: «lamentele legittime, da parte dell'Atalanta». L'episodio si colloca al 31', con un pallone che attraversa l'area diretto verso la porta.

COSA MOSTRANO LE IMMAGINI - La ricostruzione dell'analista è dettagliata. Il difensore francese, colto in netto ritardo, si aggancia alla casacca dell'avversario che gli aveva preso il tempo. Le riprese ravvicinate non lasciano dubbi: «maglia che si allunga in maniera chiara, per lungo tempo, e la trattenuta è molto, molto evidente». Un dettaglio visibile a occhio nudo, che rende difficile qualsiasi lettura alternativa. Un'occasione che avrebbe potuto cambiare la serata del nuovo esterno inglese.

IL LIMITE DEL METRO PERMISSIVO - Il moviolista riconosce la tendenza a lasciar correre sui duelli, ma individua un confine invalicabile: «Va bene tenere un'asticella alta per quanto riguarda i contatti tra giocatori, lasciar correre qualcosa di più, ma non si può andar oltre il regolamento». Una precisazione che chiarisce quanto la tolleranza non possa trasformarsi in deroga alle regole.

PERCHÉ NON È UNA TRATTENUTA RECIPROCA - L'analista distingue poi questa situazione da quelle che si verificano abitualmente sui calci piazzati, dove gli agganci sono spesso bilaterali e vengono in qualche modo tollerati. Qui, invece, il quadro è diverso: l'unico a ricorrere alla maglia è il difensore, peraltro già battuto nel tempo di intervento.

L'ACCUSA AL VAR - Il punto più duro riguarda la sala video. Sul direttore di gara arriva un'attenuante, vista la presenza di numerosi corpi davanti a lui: «l'arbitro può anche non averlo visto, perché c'erano tanti giocatori di fronte a sé». Ma sul resto nessuno sconto: «il VAR non può non intervenire in una circostanza di questo genere». Quanto alla sanzione disciplinare, resta il cartellino giallo e non il rosso, perché il difensore non aveva il controllo del pallone, requisito indispensabile per configurare la chiara occasione da rete.

COSA SAREBBE CAMBIATO - Il peso dell'episodio è evidente: un penalty a metà della prima frazione avrebbe potuto riscrivere l'inerzia di una gara poi indirizzata dai padroni di casa. Per la squadra di Maurizio Sarri si tratta del secondo episodio contestato nel giro di pochi giorni, dopo quello che aveva già fatto discutere nella partita precedente in campionato.

Una trattenuta lunga, evidente, e nessuno che sia intervenuto. Il conto, alla fine, lo paga sempre la classifica.

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