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Dea, il cambio di pelle costa caro: cosa va e cosa no con Sarri
Oggi alle 00:02Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Dea, il cambio di pelle costa caro: cosa va e cosa no con Sarri

Sei punti, tre sconfitte di fila e appena cinque gol segnati: Carnesecchi unico promosso. Ora le sfide con Venezia e Pafos

Dopo nove stagioni targate Gian Piero Gasperini e un'annata affidata a due suoi allievi, l'Atalanta ha scelto di cambiare pelle affidandosi a Maurizio Sarri. Le prime cinque giornate di campionato, però, raccontano quanto sia caro il prezzo di una svolta così radicale: sei punti in classifica, tre ko consecutivi e prestazioni che hanno convinto poco. Anche in Conference League il passaggio alla fase campionato è arrivato con più fatica del previsto.

COSA FUNZIONA - Qualche segnale positivo, tuttavia, esiste. Il primo riguarda l'efficienza: la squadra riesce a sfruttare al meglio le occasioni che costruisce. Contro il Cagliari, poi, si sono viste le prime tracce riconoscibili del calcio del tecnico toscano, con il controllo del gioco e un baricentro più avanzato. Nonostante il risultato negativo, l'allenatore aveva apprezzato la libertà mentale dei suoi, finalmente privi di timori. Peccato che a Torino, contro la Juventus, sia arrivato un passo indietro.

IL PESO DELLA TRANSIZIONE - Ogni trasformazione profonda richiede tempo per essere assorbita, e lo ha riconosciuto lo stesso tecnico dopo la trasferta bianconera. Il dato che più fa riflettere riguarda il margine con cui i nerazzurri si tengono lontani dalla zona calda: senza la papera di Wojciech Szczesny... o meglio, senza l'errore del portiere del Bologna, che al 96' si è fatto sorprendere dalla conclusione di Lazar Samardžić, oggi si commenterebbe una classifica preoccupante.

TROPPE PARTITE SUBITE - La gara con i sardi, in cui la squadra è rimasta a lungo padrona del campo pur perdendo, resta l'eccezione più che la regola. Nelle altre uscite l'Atalanta ha spesso subito l'iniziativa avversaria, cavandosela grazie agli interventi di Marco Carnesecchi, unico elemento della rosa con una media voto superiore al sei.

ATTACCO A SECCO - Il reparto offensivo, intanto, resta senza rifornimenti adeguati, e qualche interprete sembra addirittura aver perso terreno rispetto al passato: è il caso di Charles De Ketelaere. I numeri fotografano la situazione: cinque reti realizzate in campionato, un bottino inferiore soltanto a quello di Bologna, Genoa, Parma e Venezia. I primi campanelli d'allarme, del resto, erano suonati già nel doppio confronto con l'Hapoel Tel Aviv.

ORA VENEZIA E PAFOS - Il tecnico respinge la parola crisi, ma il calendario non ammette ulteriori scivoloni: alla ripresa arriva la sfida casalinga con i lagunari, una di quelle da vincere senza discussioni. Subito dopo toccherà al banco di prova continentale contro il Pafos.

Il cantiere è aperto e i tempi si allungano. Ma a Bergamo, ora, servono risposte immediate.

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