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Corriere di Bergamo - Dal grigio del 2020 al beige di oggi: la Dea e le terze maglie che fanno discutere
Oggi alle 12:55Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Corriere di Bergamo - Dal grigio del 2020 al beige di oggi: la Dea e le terze maglie che fanno discutere

Finiture raffinate e stemma del 1964 non salvano il colore di fondo. Il paragone con la divisa grigia del 2020 e l'idea di un debutto a San Siro contro il Milan

La nuova terza maglia dell'Atalanta divide, e tra le voci più critiche c'è quella di Pietro Serina. Il giornalista ha stroncato senza mezzi termini la nuova terza divisa presentata dal club insieme a New Balance, sostenendo che difficilmente potrà cambiare giudizio nemmeno se dovesse accompagnare risultati positivi. Nel mirino, soprattutto, la tonalità scelta come base.

I PRECEDENTI RECENTI - Il confronto con le terze maglie delle ultime stagioni non aiuta. Quella rossa del 2023/24 era rimasta imbattuta, con tanto di 3-0 al Maradona contro il Napoli; quella gialla dell'annata successiva aveva una sua personalità, grazie alla fascia orizzontale e ai bordi nerazzurri; l'arancione della scorsa stagione, attraversata da una banda ondulata nei colori sociali, aveva comunque una sua logica. E andando ancora più indietro, la Dea ha indossato tonalità come il tiffany, il corallo, l'arancione olandese, il verde fluo e il verde pino. Nessuna, secondo l'editorialista, paragonabile per resa cromatica a quella appena svelata.

I MERITI CHE RESTANO - La critica, però, non è indiscriminata. Serina riconosce due elementi: il primo è che le terze maglie finiscono sempre per essere giudicate in base al rendimento, in una sorta di pragmatismo che si contrappone alle logiche commerciali. Il secondo è che le rifiniture sono eleganti e il richiamo allo stemma della metà degli anni Sessanta rappresenta un omaggio inedito alla storia del club, pur generando qualche confusione dopo il nuovo logo proposto dalla società la scorsa primavera.

IL NODO DEL COLORE - Il problema è tutto nella base. Dietro la definizione ufficiale di «Toasted Sesame», con accenti neri e Taffy Blue, si nasconde – osserva Serina sul Corriere di Bergamo – un sesamo tostato con bordi nerazzurri, una sfumatura tra il beige e il nocciola che sfugge a qualunque definizione precisa. A peggiorare le cose, anche pantaloncini e calzettoni seguiranno la stessa tinta, dando vita a un completo monocromatico di forte impatto visivo, nel senso meno lusinghiero del termine.

IL PRECEDENTE DEL 2020 - Per trovare qualcosa di peggio, sostiene l'autore, bisogna risalire alla divisa grigia del Christmas match del 2020, penalizzata da una realizzazione infelice che metteva in evidenza il sudore dei giocatori. Eppure quella maglia è entrata nella storia: con lei addosso l'Atalanta ribaltò la Roma vincendo 4-1, con quattro reti in appena 27 minuti e il ritorno in grande stile di Josip Iličić, autore di un gol e due assist dopo aver superato il Covid.

LA PROPOSTA PER SAN SIRO - Da qui la provocazione finale, con un pizzico di ironia scaramantica: perché non farla esordire nella prossima trasferta, in programma il 18 ottobre contro il Milan? L'auspicio è che possa avere lo stesso effetto di quella divisa grigia, magari propiziando il rilancio di Charles De Ketelaere, di cui la squadra ha estremo bisogno. Sarebbe, conclude l'editorialista, il modo migliore per rendere digeribile una scelta così audace.

Bella o brutta, alla fine deciderà il campo. E a Bergamo lo sanno bene.

© Riproduzione Riservata

© foto di atalanta.it
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