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Palladino a DAZN: "La nostra forza è la panchina. A Monaco per onorare la competizione"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 17:35Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Palladino a DAZN: "La nostra forza è la panchina. A Monaco per onorare la competizione"

Il tecnico interviene ai microfoni di DAZN dopo l'ottimo pareggio esterno contro i campioni d'Italia in carica: Palladino elogia la tenuta mentale della squadra dopo le scorie europee

Uscire indenni dalla Scala del Calcio dopo una delle settimane più complicate e logoranti della stagione. Raffaele Palladino si gode il carattere di ferro della sua Atalanta, capace di archiviare rapidamente la cocente delusione di Champions League per strappare un prezioso 1-1 in casa dell'Inter. Ai microfoni di DAZN, l'allenatore campano ha analizzato la maturità tattica e mentale mostrata dai suoi ragazzi, sottolineando l'importanza vitale dei cambi in corsa per svoltare l'inerzia del match. Nessuna polemica sulle roventi decisioni arbitrali che hanno scatenato le ire dei padroni di casa, ma totale fiducia negli organi competenti. E sullo sfondo resta la trasferta in Germania contro il Bayern Monaco, una montagna da scalare in cui il tecnico chiederà ai suoi di dimostrare, ancora una volta, di che pasta sono fatti. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

In una settimana durissima tra Bayern Monaco e Inter, c'è stata l'ennesima dimostrazione della capacità della squadra di rispondere a una cosa negativa con una prestazione positiva. Anche oggi, cambiando approccio nel secondo tempo, siete riusciti a riprenderla. Quanto è orgoglioso di questa reazione?
«Indubbiamente era una settimana molto difficile, perché abbiamo affrontato in rapida successione due corazzate assolute. Mi è piaciuta tantissimo la risposta della squadra, soprattutto sotto il profilo mentale. Dopo aver giocato solo tre giorni fa contro il Bayern potevano esserci degli strascichi pericolosi e delle scorie fisiche pesanti, invece la squadra ha reagito da grandi uomini e da grandissimi calciatori quali sono. Mi è piaciuta l'intensità che hanno messo e, ancora una volta, lo spirito di chi è subentrato portando grande energia. Questo è un gruppo straordinario, che tira la carretta da quattro mesi. Parlo spesso con loro nello spogliatoio, ma ci tengo a ringraziarli pubblicamente: stanno sudando la maglia, dando tutto il cuore e il coraggio in ogni singola partita. Non è facile giocare a questi ritmi ogni tre giorni, oggi hanno disputato una gara ottima».

Le facciamo i complimenti per non aver rinunciato alle sue idee nonostante le scorie europee. Nel primo tempo l'Inter spingeva, poi nella ripresa l'inerzia è cambiata e la squadra ha finito la gara in un crescendo evidente. Era tutto preparato?
«Sì, è vero, siamo cresciuti progressivamente durante la partita. Nel primo tempo era una nostra idea precisa quella di restare leggermente più bassi per provare a colpire in transizione. Ne abbiamo avute quattro o cinque clamorose, ma non siamo stati lucidi nello sfruttare quegli spazi e abbiamo sbagliato l'ultimo passaggio. A fine primo tempo ho voluto continuare con gli stessi undici, ma sapevo che le energie potevano variare. Quando c'è stato bisogno, quelli che sono subentrati ci hanno dato la spinta decisiva. Ederson ha fatto letteralmente reparto da solo davanti, offrendoci un punto di riferimento vitale. Isak Hien è entrato e ha vinto ogni duello difensivo, mentre Sulemana e Charles De Ketelaere hanno alzato la qualità. La nostra vera forza è questa: la panchina ci permette di svoltare le partite».

C'è stato molto nervosismo in casa Inter, con l'espulsione di Chivu e le feroci proteste per i due contatti in area (il gol di Krstovic e il contatto Scalvini-Frattesi). Che idea si è fatto di questi episodi da bordo campo?
«Onestamente non ho rivisto gli episodi. Chi mi conosce sa che non parlo praticamente mai degli arbitri. Mi hanno riferito le parole di Luca Marelli in studio, che è un professionista molto bravo e preparato tecnicamente, il quale ha confermato l'assenza di irregolarità in entrambi i casi. Noi ci fidiamo ciecamente di chi fa questo lavoro con competenza. Io faccio l'allenatore, rispetto sempre le decisioni della classe arbitrale e ci atteniamo serenamente a quanto deciso dal campo e dal VAR».

Con che testa e con quale spirito si va a Monaco di Baviera in settimana, considerando il pesante 1-6 maturato nella gara d'andata?
«È chiaro che la qualificazione è profondamente compromessa. Andare in Germania e pensare di ribaltare un passivo del genere è un'autentica montagna da scalare, contro una squadra che all'andata mi ha impressionato per le sue spiccate qualità tecniche. Andremo a giocarci la nostra partita, consapevoli della forza dell'avversario, ma con il fermo intento di essere competitivi e di onorare la competizione. Sarà anche l'occasione per dare spazio a chi magari ha giocato meno all'andata: ho la massima fiducia in tutti i miei ragazzi e sono sicuro che cercheremo di offrire un'ottima prestazione».

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