Sei difensori, uno solo senza problemi: Palladino studia l'impossibile puzzle per blindare il Bologna
Quando un allenatore si ritrova a costruire la difesa in base a chi riesce ad alzarsi dal lettino la mattina della partita, è lecito preoccuparsi. Ma Raffaele Palladino di emergenze ne ha già gestite diverse in questa stagione, e quella che si presenta stasera alla New Balance Arena — con il Bologna ospite alle 18 e la Conference League in palio — è forse la più intricata di tutte. Sei difensori in rosa, uno senza problemi fisici: il genovese Honest Ahanor, paradossalmente, rischia persino di restare in panchina.
IL QUADRO CLINICO, REPARTO PER REPARTO - La mattinata di ieri ha portato notizie contrastanti. Alla certezza degli stop di Giorgio Scalvini — distrazione alla caviglia che sembrava definitiva per queste ultime giornate — e di Odilon Kossounou, che ha chiuso in anticipo la stagione per una lesione al bicipite femorale, si aggiunge la squalifica di Isak Hien: tre difensori fuori con certezza. A questi si sommano gli acciaccati: Berat Djimsiti combatte con una tendinopatia, Sead Kolasinac ha una contusione al ginocchio emersa solo sabato dalle parole del tecnico in conferenza stampa, e lo stesso Scalvini — sorpresa delle ultime ore — potrebbe rivelarsi meno compromesso del previsto. La classifica di recuperabilità, – come riferisce L'Eco di Bergamo – vede Djimsiti in pole, seguito da Kolasinac e infine da Scalvini.
LE COMBINAZIONI TATTICHE - La seduta di stamattina a Zingonia è quella decisiva: solo al termine dell'allenamento Palladino scioglierà le riserve e comunicherà la lista dei convocati, che potrebbe arrivare a ventuno più i giovani. Gli scenari sul tavolo sono almeno tre. Se tutti e tre i parziali acciaccati dovessero stringere i denti, la retroguardia schierata davanti a Marco Carnesecchi potrebbe vedere Djimsiti, Kolasinac e Scalvini con Ahanor proiettato sulla fascia destra, permettendo a Marten De Roon di restare in mediana accanto a Ederson. Se recuperasse uno solo tra i tre — quasi certamente Djimsiti — il capitano albanese comporrebbe il terzetto difensivo insieme ad Ahanor e De Roon abbassato tra i centrali, con Mario Pasalic che prenderebbe il posto del capitano olandese a centrocampo. L'ipotesi del 4-2-3-1 resta la meno probabile.
IL CENTROCAMPO E L'ATTACCO: MENO INCOGNITE - In mezzo al campo, le certezze sono maggiori: salvo il trasloco in difesa, De Roon ed Ederson formeranno la coppia centrale. Sulle fasce, Davide Zappacosta a destra e Nicola Zalewski a sinistra nel caso di una linea a tre di difesa; altrimenti Raoul Bellanova agirebbe a destra con Zappacosta dirottato a sinistra. In attacco, l'undici che ha espugnato San Siro dovrebbe trovare conferma: Charles De Ketelaere largo a destra come trequartista, Giacomo Raspadori preferito a Zalewski sul lato opposto, e Nikola Krstovic centravanti con vantaggio su Gianluca Scamacca. Indisponibili certi: Hien (squalificato), Kossounou e Lorenzo Bernasconi (lesione al legamento collaterale mediale, stagione chiusa).
AHANOR, L'UNICO INTERO: E FORSE RESTA IN PANCHINA - C'è qualcosa di quasi paradossale nell'idea che Ahanor — l'unico difensore fisicamente integro — possa restare tra i non impiegati. Ma le combinazioni del calcio sono così, e il diciottenne cresciuto nel vivaio nerazzurro ne è perfettamente consapevole. Il suo ruolo naturale è da terzino sinistro, il che lo candida idealmente alla sostituzione di Kolasinac; ma se venisse dirottato a destra al posto di Scalvini, il quadro cambierebbe ulteriormente. Comunque vada, sarà una partita in cui la difesa si costruirà fino all'ultimo momento utile, quasi in tempo reale.
Difficile dire quante di queste incognite avranno risposta prima del fischio d'inizio. Di sicuro, stasera l'Atalanta scenderà in campo con la retroguardia meno affidabile degli ultimi mesi. Tocca alla Conference League e all'orgoglio fare il resto.
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