Sarri all'Atalanta: modulo nuovo, regista cercasi e un centrocampo tutto da ricostruire
Da lunedì in avanti, ogni giorno potrebbe essere quello giusto. Il giugno dell'Atalanta si aprirà con una notizia attesa e già scritta nella sostanza: Maurizio Sarri in panchina e Cristiano Giuntoli dietro la scrivania. È una rivoluzione vera, un taglio netto rispetto all'era post-Gasperini che nella stagione appena conclusa aveva provato a ricalcare i binari di quel ciclo straordinario. L'obiettivo europeo è stato centrato — la nona qualificazione nelle ultime dieci stagioni — ma la sensazione diffusa è che Bergamo avesse bisogno di aria nuova. E con Sarri, di aria nuova ne arriverà tanta.
IL MODULO CHE CAMBIA TUTTO - La svolta più immediata e visibile riguarda il sistema di gioco. Chiusa definitivamente l'era della difesa a tre — che con Gasperini prima e con i suoi successori poi era diventata quasi un elemento identitario del club — l'Atalanta abbraccia il 4-3-3 sarriano, un dogma per il tecnico toscano che non ha mai derogato da quella struttura di base nelle sue esperienze più recenti. Da qui partirà tutto: le valutazioni sul materiale umano in rosa, le prime richieste di mercato, la costruzione di un'identità tattica nuova.
LA MEDIANA: UN CANTIERE APERTO - Il reparto che richiede il lavoro più urgente è il centrocampo. Con Ederson ceduto al Manchester United per 48 milioni più 5 di bonus, la rosa nerazzurra conterà in mediana su Marten de Roon, Lazar Samardžić, Mario Pašalić, il rientrante Ibrahim Sulemana e Yunus Musah. Quest'ultimo, però, è destinato a tornare al Milan: il prestito oneroso era fissato a 4,5 milioni e l'Atalanta ha già deciso di non esercitare il diritto di riscatto da oltre 20 milioni, dopo una stagione in chiaroscuro del centrocampista statunitense. Cinque uomini, in realtà quattro, per un modulo che ne richiede tre fissi e ha bisogno di alternative: un numero insufficiente, sia per il 4-3-3 di riferimento sia per un eventuale 4-3-1-2, schema utilizzato da Sarri soprattutto ai tempi di Empoli ma abbandonato dall'esperienza scudettata alla Juventus.
L'UOMO CHE MANCA: IL REGISTA - Il nodo più delicato è uno in particolare, e porta con sé un nome preciso: il regista puro. Un ruolo di cui l'Atalanta non ha avuto bisogno per anni, e che invece nel calcio di Sarri è strutturale. Basta scorrere la lista dei suoi interpreti storici per capire il profilo cercato: Mirko Valdifiori all'Empoli, Jorginho a Napoli e al Chelsea, Miralem Pjanić alla Juventus, Danilo Cataldi e Nicolò Rovella alla Lazio — tutti giocatori capaci di dettare i tempi di gioco, distribuire palla con precisione e garantire il controllo posizionale della manovra. Lecito immaginare che sia questa la prima richiesta che il Comandante metterà sul tavolo a Giuntoli una volta insediatosi a Bergamo — come analizza La Gazzetta dello Sport, che ricostruisce il puzzle nerazzurro pezzo per pezzo. Alla mezzala, poi, si aggiunge un bisogno numerico altrettanto reale: la rosa ha necessità di almeno un innesto in quella posizione.
LA DIFESA: IL NODO DEI TERZINI - Il cambio di modulo porta con sé un rebus anche in difesa. Nel 4-3-3 i terzini assumono un ruolo chiave: devono garantire ampiezza, spinta e copertura sistematica. La batteria attuale degli esterni nerazzurri conta Raoul Bellanova, Davide Zappacosta, Nicola Zalewski, Mitchell Bakker, Lorenzo Bernasconi e Marco Palestra. Non tutti, però, sono pronti a interpretare il ruolo del terzino sarriano nella stessa misura. Zappacosta ha già lavorato con Sarri a Londra nella stagione 2018-19, in cui il tecnico guidava il Chelsea: conosce le richieste e i meccanismi. Palestra, rientrante da Cagliari, ha dimostrato di poter giocare su entrambe le fasce, anche se nel corso del prestito in Sardegna veniva spesso lanciato in posizioni più offensive. Bernasconi — che ha chiuso la stagione anzitempo per una lesione al legamento collaterale mediale e sta proseguendo la riabilitazione a Zingonia in attesa dell'inizio della nuova stagione — è tecnicamente adattabile, ma dovrà dimostrare di reggere i ritmi richiesti da un sistema che esige continuità e corsa.
IL LAVORO DA FARE - Le certezze, in questo momento, sono poche. La fiducia nella scelta tecnica è invece totale: Sarri porta un'identità precisa, un sistema riconoscibile, una filosofia consolidata da vent'anni di calcio. Il materiale su cui lavorerà è di qualità, ma richiede adattamenti significativi. Il mercato estivo, guidato dal tandem Giuntoli-Sarri, sarà il momento in cui le parole diventeranno nomi e i nomi diventeranno giocatori.
La nuova Atalanta parte dal foglio bianco. E il primo schizzo ha già le linee del 4-3-3.
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