ESCLUSIVA TA - Gasperini nella città che lo ha reso grande: a sorpresa al Batik di Orio tra selfie, sorrisi e tanto affetto
Il re torna sempre nei luoghi che ha amato. Ci sono ritorni che si annunciano con conferenze stampa e ritorni che si consumano in silenzio, in una serata d'inizio estate, davanti a un piacevole drink e a un po' di buona musica. Gian Piero Gasperini ha scelto la seconda strada — la più sua, a ben vedere — presentandosi - secondo quanto raccolto, in esclusiva da TuttoAtalanta.com, a sorpresa nella tarda serata di venerdì al Batik di Orio al Serio, il noto Restaurant Club dell'imprenditore bergamasco Daniele Zana, in occasione dell'evento organizzato in collaborazione con Luxury Eventi. Nessun preavviso, nessuna passerella: il tecnico dei record, accompagnato da sua moglie e dalle persone lui più care, è arrivato come arriverebbe chiunque voglia semplicemente godersi una serata a cielo aperto. Ma a Bergamo e dintorni, si sa, Gasperini non può passare inosservato. E infatti non è passato inosservato.
UNA SERATA INIZIATA IN FIERA - Quella di venerdì, del resto, è stata per Gasperini una serata bergamasca fin dal primo brindisi. Prima di affacciarsi a Orio al Serio, il tecnico era infatti tra i seicento ospiti della cena di Gala con cui l'Accademia dello Sport per la Solidarietà ha celebrato i suoi 50 anni al padiglione B della Fiera di Bergamo, davanti al ministro Giancarlo Giorgetti, all'ad nerazzurro Luca Percassi e al fondatore Giovanni Licini, in una notte chiusa da un'asta benefica da 29.600 euro. Salito sul palco, il Gasp non aveva nascosto il proprio legame con l'associazione: «Per me un grande onore essere con voi ogni anno, un orgoglio appartenere a questa associazione straordinaria». Dalla solidarietà della Fiera ai sorrisi del Batik: due tappe diverse della stessa serata, a raccontare un uomo che a Bergamo non è mai semplicemente di passaggio.
IL SUO ARRIVO AL BATIK - Chi c'era racconta di un riconoscimento immediato e di una reazione altrettanto immediata da parte sua: nessun fastidio, nessuna fretta, ma il savoir-faire e il carisma che lo contraddistinguono. Foto, selfie, sorrisi distribuiti con grande umiltà a clienti del locale, appassionati e tifosi atalantini che mai avrebbero immaginato di concludere il venerdì sera accanto all'uomo che ha riscritto la storia del loro club. È un dettaglio che dice molto, perché il Gasp non ha mai smesso di tornare a Bergamo, e ogni volta lo fa con la naturalezza di chi rientra a casa, non di chi visita un luogo del passato.
Stiamo parlando di affetti, non di calcio — anche se nel suo caso le due cose si sono intrecciate per nove anni fino a diventare indistinguibili. L'uomo che oggi guida la Roma, riportata in Champions League per la prima volta dal 2019, avrebbe mille motivi per voltarsi soltanto in avanti: una stagione da preparare, un centenario giallorosso da onorare, un mercato su cui dichiara di lavorare sotto traccia. E invece il venerdì sera lo trova a pochi chilometri da Zingonia, tra la gente che per quasi un decennio ha riempito gli spalti delle sue imprese. Non è nostalgia: è appartenenza. Quella vera non ha bisogno di contratti per durare.
C'è chi a Bergamo vive ancora il suo addio con un velo di malinconia, ed è comprensibile: il teorema Gasperini continua a far discutere, e vedere l'ex condottiero brillare altrove mentre la Dea ricostruisce non è semplice per nessuno. Ma serate come quella di venerdì raccontano una verità più grande delle classifiche: i nove anni nerazzurri non sono stati una parentesi professionale, sono stati una vita. E le vite, a differenza delle stagioni, non si archiviano con un comunicato. Il re torna sempre nei luoghi che ha amato. E quei luoghi, a giudicare dai sorrisi visti al Batik di Orio al Serio, lo riaccolgono ogni volta a braccia aperte.
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