Palestra ha scelto l'Inter: ma la distanza con la Dea resta
Se dipendesse da Marco Palestra, la firma con l'Inter sarebbe già cosa fatta. Il terzino dell'Atalanta ha scelto da tempo la propria strada — San Siro — e ora non gli resta che attendere: la palla, infatti, è nelle mani delle due società, chiamate a trovare l'intesa. Lui, intanto, sogna di presentarsi alla Pinetina tra meno di un mese agli ordini di Cristian Chivu.
LA SCELTA È FATTA - Ha accettato l'attesa di buon grado, perché la decisione è ormai presa e nulla, al momento, sembra in grado di farlo vacillare. Del resto si era mosso così anche un anno fa, quando optò per il prestito al Cagliari pur di mettersi in vetrina: scommessa azzeccata, vista la stagione che ne è seguita. Una lezione che oggi lo tiene freddo di fronte alle lusinghe d'oltremanica.
NEMMENO I BLUES - L'ultima a bussare è stata il Chelsea: una richiesta di informazioni all'entourage per sondare intenzioni e programmi, a cui è arrivata una risposta netta, sempre la stessa — vuole l'Inter. Comprensibile, peraltro, viste le incognite che avvolgono i londinesi, oggi fuori dalle coppe europee, anche se l'arrivo di Xabi Alonso in panchina lascia presagire un'inversione di rotta. I Blues, in verità, avevano pensato a Palestra per cautelarsi: il Manchester City ha messo gli occhi su Malo Gusto, e da lì il rischio di un vuoto da tappare. Curioso che proprio la squadra di Enzo Maresca abbia virato su Malo Gusto dopo un primo sondaggio accolto senza grande entusiasmo dall'esterno bergamasco. Al City non si dice no a cuor leggero, ma si può far capire che la priorità è un'altra: messaggio recapitato. Con il Newcastle, mesi prima, la porta era invece rimasta sbarrata fin da subito.
LA DISTANZA DA COLMARE - La preferenza del giocatore è la leva che l'Inter intende sfruttare al tavolo con l'Atalanta. La partita, però, è ancora lunga: dopo un primo confronto – come ricostruisce Il Corriere dello Sport – non si sono registrati passi in avanti. I nerazzurri di Milano si sono spinti fino a 45 milioni bonus inclusi, mentre la Dea ha alzato la richiesta oltre quota 50, premi compresi. Il divario è corposo, ma non ci sono muri come quelli eretti la scorsa estate per Ademola Lookman: stavolta Bergamo è disposta a privarsi del proprio gioiello, puntando però a massimizzare l'incasso, consapevole che la destinazione del ragazzo sarà comunque l'Italia e non l'estero.
L'ULTIMO PASSO - E poiché all'orizzonte non si profilano rivali italiane all'altezza dell'Inter, la sensazione è che l'epilogo sarà quello sperato da Palestra. Resta però un dettaglio non da poco: Beppe Marotta e Piero Ausilio dovranno mettere sul piatto qualcosa in più per strappare il sì ai Percassi. La leva decisiva, a questo punto, è nelle mani di Oaktree: una prima apertura è arrivata con l'offerta iniziale, adesso ne serve un'altra.
Insomma, l'Inter è in pole e Palestra sogna San Siro: ora la palla passa a Milano, dove il prossimo rilancio dirà se il desiderio del terzino è davvero a un passo dal realizzarsi.
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