Spalletti: "Notti senza vita? Fossi stato a Zenica magari sarei crepato per davvero"
Niente Champions per la Juventus, che chiude la propria stagione al sesto posto nella classifica della Serie A. Il tecnico bianconero, Luciano Spalletti, ha parlato ai microfoni di Pressing, su Canale 5, per commentare la sfida pareggiata dai suoi contro il Torino. Di seguito le sue dichiarazioni.
La testa va subito alla ripartenza per fare una Juve più forte?
"Ormai il calcio non è solo una ripartenza in campo, ma anche fuori dal campo. Ti succedono degli episodi, delle sconfitte come quella di domenica dove devi creare una ripartenza per il derby. Ti succede di rimanere fuori da questa competizione, secondo me immeritatamente, però devi creare una ripartenza. Per quello che deve essere il nostro obiettivo non cambia molto essere finiti in una competizione o in un'altra. Cambia se mi parlate dei soldi, chiaro che un po' cambia, e lì bisognerà essere doppiamente bravi. Però poi la nostra storia, la società, il numero di tifosi sono lì, un dato di fatto. Noi dobbiamo assolutamente creare una squadra competitiva in grado di vincere contro chiunque".
Su Koopmeiners: cosa gli è successo?
"Non lo so. Chiaro che non è al meglio della sua condizione. Quando sono arrivato però abbiamo fatto un buonissimo calcio, di livello, e Koopmeiners era dentro la formazione. Da centrale difensivo, in quel momento lì noi abbiamo giocato benissimo e lui era dentro. Poi è chiaro che se lo metti dentro ad un contesto dove quella che è la sua caratteristica o quello che è il suo passo ce l'ha solo lui è una cosa, se ce l'hanno in due o tre il suo passo diventano situazioni che si ripetono e non viene agevolato perché non ha qualcosa di differente dagli altri. Il suo ruolo, gliene ho anche parlato, per me è quello di farlo partire da più indietro possibile. Grande piede, sa fare gol, è uno che si inserisce, rimango fiducioso che lui riesca a far vedere le qualità che lui ha e che per un bel tratto di campionato ci ha fatto vedere".
Ma lei, come sta?
"(ride, n.d.r.) L'ho sentita questa teoria: 'È bruciato anche per la Nazionale', si vuol riferire a quello? Vi faccio compassione? A me ne avanza di quella che è la mia reazione e se vi serve ve la metto a disposizione".
No, ha frainteso, immaginiamo la sua delusione. E ci riferivamo al fatto che non ha dormito in settimana.
"Facciamo chiarezza: ho detto che mi sono portato a letto l'amarezza della partita e che ho passato delle notti senza vita, perché è così. Cosa riguarda? Che una delle più grosse qualità è quella di dare felicità agli altri. Ogni volta che vado allo stadio o al centro d'allenamento ci sono decine di bambini e io mi fermo sempre ad abbracciarli tutti ed a fare le foto. Per cui mi porto dietro tutto, non posso fare a meno di portarmi dietro l'amarezza di quelle faccette che io faccio scontente non vincendo una partita, me le porto dietro, è un dolore che ho. Vedere bambini felici è una cosa che per forza mi coinvolge sentimentalmente e umoralmente. Poi se si parla di professione è un'altra cosa, era la stessa cosa prima e ora che non sono in Champions. Faccio quello che so fare, poi non sarà del livello che uno vuole, mi si prende e mi si manda a casa come successo in Nazionale. E mi è successa una cosa bruttissima, però anche quando ti succede qualcosa di brutto come ora, la domanda da porsi è: mi è successa la cosa peggiore? Che poi: meno male non sono stato in quello stadio dove siamo stati e non ci siamo qualificati (a Zenica contro la Bosnia, per il playoff Mondiale, n.d.r.). Perché se fossi stato lì probabilmente ci crepavo veramente, per come son fatto io. Son convinto che mi sia capitata la peggior cosa, ma poi mi ritrovo ad allenare la Juventus. Anche in questo caso: ti succede che nnon sei in Champions, ma chi lo sa che non sia la molla per ricreare i presupposti perché ti facciano vedere qualcosa di meglio. L'anno scorso ti sei qualificato per un rigore a Venezia di Locatelli, quest'anno abbiamo sbagliato 2-3 rigori che sono fondamentali. La differenza qual è? Un rigore. Poi voi siete bravi a prendere una fotografia, un episodio, per creare un fallito. Sei fuori dalla Champions? Fallito, dimissioni. Mi fanno ridere. A me manca solo la Prima Categoria, poi sono stato in tutti gli spogliatoi di tutte le categorie, per cui ci si vede il prossimo anno, ce l'avete dura con me". Spalletti si toglie le cuffie e se ne va.
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