Djimsiti saluta l'Atalanta: "Si può lasciare una squadra, una città, ma non una casa"
Il nuovo difensore dell'Al Diriyah ha salutato la sua ex squadra con un post social
Berat Djimsiti è un nuovo giocatore dell'Al Diriyah: è stato proprio il club saudita ad annunciare il passaggio del giocatore albanese. Questo il lungo messaggio di addio del centrale alla Serie A e all'Atalanta pubblicato sui social: "Grazie, Bergamo
Alla fine, i risultati diventano numeri. Le partite diventano ricordi. I trofei restano nelle bacheche. Ma le persone che incontriamo lungo il nostro cammino e ciò che lasciano dentro di noi, quello rimane.
E Bergamo ha lasciato tantissimo dentro di me. Sono arrivato qui da giovane calciatore. Qui sono diventato uomo. Qui sono diventato padre. Qui è cresciuta la mia famiglia. Qui sono cresciuti i miei figli e qui hanno costruito alcuni dei loro primi ricordi. E spero che porteranno sempre con loro qualcosa di ciò che questa terra ci ha insegnato: la concretezza, il rispetto, il lavoro, la lealtà, l’orgoglio e quel grande cuore che spesso si nasconde dietro poche parole.
Forse, per me, il sentimento di casa è iniziato in un posto molto semplice: nella trattoria di Giuliana. Uno di quei primi luoghi in cui un Paese straniero ha cominciato lentamente a diventare familiare, dove persone sconosciute sono diventate volti amici. Poi sono arrivati altri incontri, altre persone, altri ricordi, fino a quando Bergamo non è stata più soltanto la città in cui giocavo a calcio. È diventata la nostra città.
L’Atalanta non è stata più soltanto la squadra per cui giocavo. È diventata la nostra squadra. E tante persone incontrate lungo questo percorso sono diventate parte della nostra vita. Per questo oggi dire grazie non è abbastanza. Grazie ai miei compagni, con cui ho lottato, sofferto, festeggiato e vissuto momenti che porterò sempre con me. Grazie a tutti gli allenatori, allo staff e a ogni persona che lavora ogni giorno per questa società, spesso lontano dai riflettori. Grazie alla famiglia Percassi, per la fiducia, per l’opportunità e per tutto ciò che avete costruito per questo club. Grazie ai nostri tifosi. E grazie a Bergamo e alla sua gente, per aver accolto me e la mia famiglia e per averci fatto sentire parte di qualcosa.
Infine, grazie alla mia famiglia, per aver condiviso con me ogni passo di questo viaggio, nei momenti belli e in quelli più difficili. Oggi per noi inizia un nuovo capitolo. So che i cambiamenti fanno parte della vita e che, qualche volta, bisogna trovare il coraggio di chiudere una porta per poterne aprire un’altra. Ma ci sono porte che, in realtà, non si chiudono mai completamente.
Perché si può lasciare una squadra. Si può lasciare una città. Ma una casa ce la portiamo dentro. Dieci anni fa la mia storia forse doveva essere diversa. La vita ha deciso che sarei rimasto. E oggi, dieci anni dopo, so che non avrebbe potuto decidere in modo più bello. Per questo non voglio dire addio. Alcuni legami non finiscono con l’ultima partita. Alcune storie non finiscono quando si chiude un capitolo. Ci sono luoghi che diventano parte di ciò che siamo. Bergamo, per me e per la mia famiglia, sarà sempre uno di quei luoghi. È stato un onore indossare questa maglia. È stato un onore lottare per questi colori.
È stato un onore essere parte di questa storia. Ovunque mi porterà la vita, una parte di me resterà sempre qui.
Grazie di tutto, Bergamo. Grazie di tutto, Atalanta.
Per sempre nel cuore. ".
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