Moviola - Molte nubi sulle decisioni chiave prese da Di Martino
Era la bestia nera dell'Avellino e si conferma tale l'arbitro Di Martino di Teramo. Diverse decisioni pesanti prese dal fischietto abruzzese, alcune delle quali lasciano molti dubbi. Al 26' protesta il Foggia per un braccio largo di Di Tacchio su tiro ravvicinato di Camporese, effettivamente la palla colpisce il braccio del difensore irpino che però era a terra e di spalle, involontario il tocco, sembra questa la decisione che ha spinto l'arbitro a lasciar correre, complice anche la poca distanza tra i due. Al 35' il gol del Foggia con Nicastro, da rivedere però la posizione di partenza dello stesso Nicastro, che al momento del lancio dalle retrovie sembra al di là della linea. Nessun replay chiarisce la posizione al momento del lancio, anche se c'è da dire che la difesa irpina non protesta.
Molti più dubbi sull'azione del rigore, poi sbagliato da Mazzeo, al 43'. Gerbo sembra in netta posizione di fuorigioco quando anch'egli riceve palla in profondità, Di Martino lascia correre, Gerbo entra in area e, sentitosi toccare da dietro da D'Angelo, si lascia cadere: rigore ed espulsione per il capitano. Al replay però D'Angelo sembra non commettere alcun fallo da rigore, al massimo un contatto di disturbo da dietro ma non da generare un rigore e un'espulsione, anche perché D'Angelo allarga le braccia e le gambe non intralciano quelle di Gerbo. E poi c'era sempre la posizione di partenza di Gerbo a portare su tutte le furie Novellino. Il quale a metà ripresa viene nuovamente allontanato, come spesso è capitato in questa stagione.
Infine al 18' della ripresa Falasco entra in area di slancio sul pallone e viene steso da un difensore, forse un po' a gamba testa il che porta Di Martino a lasciar correre, tra le proteste della panchina biancoverde che chiedeva il rigore.


