Tifosi in fermento, almeno in 4 mila a Roma. Intanto monta la protesta verso Taccone
E' una tifoseria in fermento, o forse sarebbe meglio dire un popolo in fermento, quello biancoverde. In questi giorni in città non si parla di altro, salvare l'Avellino calcio è diventata una priorità imprescindibile. E non parliamo solo dell'esposizione di sciarpe e bandiere su tutti i balconi o delle manifestazioni di affetto via social: i tifosi si stanno anche organizzando concretamente per raggiungere Roma il 31 luglio, giorno dell'udienza del Collegio di Garanzia del Coni, per far percepire a chi deve decidere tutto l'amore e il grido di sofferenza di una tifoseria che non può e non vuole arrendersi all'esclusione dal campionato. Si parla di 4 mila persone intenzionate a raggiungere la capitale, ma il numero potrebbe salire: auto private, treno, addirittura pullman organizzati, come una trasferta vitale per il futuro della squadra, sono in via di definizione.
E parallelamente al pensiero fisso del 31 luglio, ce n'è anche un altro che ultimamente sta unendo i tifosi, anche quelli che fino a poco tempo fa erano piu' "aziendalisti": il desiderio di cambiare presidente. Un po' ovunque continuano a spuntare striscioni, stickers e scritte dal messaggio unitario, "Taccone vattene". "Non appena questa vicenda sarà finita comincerà la nostra guerra, Taccone se ne deve andare" è il messaggio piu' gettonato dai tifosi sui social. Un presidente che, con gli ultimi avvenimenti, ha perso sempre piu' il sostegno popolare e si ritrova sempre piu' uomo solo, nel vero senso del termine, al comando di una barca che, ci auguriamo, alla fine non dovrà affondare.


