CdS - Taccone chiede un risarcimento di 30 milioni in caso di mancata iscrizione
Sarebbe di addirittura 30 milioni di euro la richiesta di risarcimento danni avanzata da Taccone verso le Figc quale rimborso per l'ormai famosa disparità di trattamento rispetto alle altre società che hanno presentato fideiussioni non valide, che però sono state ammesse a riparare entro il prossimo 28 settembre, e l'Avellino, esclusa invece subito dalla Figc e a seguire dal Collegio di Garanzia del Coni e dal Tar. Lo riporta oggi il Corriere dello Sport ribadendo, come raccontiamo ormai da diverse settimane, che una soluzione per la stessa Figc, per non pagare un prezzo simile, potrebbe essere a sua volta un'autotutela, con l'ammissione dell'Avellino al campionato di B o al massimo di C, e il rischio concreto di due squadre cittadine, una facente capo a De Cesare, in D, e una facente capo a Taccone, in C o addirittura B.
Tra l'altro la SSD Avellino di De Cesare è stata ammessa in D come "paracadute" dopo la non iscrizione dell'US Avellino in B, ma avendo una nuova matricola ed essendo di nuova costituzione, in teoria si sarebbe dovuta iscrivere alla Terza Categoria, come ogni nuova società (a meno di fusioni con un'altra società militante in una serie maggiore). Con l'eventuale riammissione dell'US Avellino a un campionato professionistico, il "papocchio" sarebbe doppio, perché la SSD parteciperebbe alla D senza reali meriti sportivi.
Venerdì 7 ci sarà la prima pronuncia, quella del Tar, e a seguire il 13 settembre sempre il Tar si pronuncerà sulla decisione della Figc di chiudere la partecipazione alla B a 19 squadre ed escludere tutte quelle che hanno presentato domanda di ripescaggio. L'Avellino chiede la riammissione in B per le note vicende fin qui narrate.


