L'Avellino nel mirino della Commissione Figc. Da Roma: non verranno concesse altre proroghe
E' una continua corsa contro il tempo. Superato lo scoglio Covisoc il 17 febbraio, non senza qualche problema di troppo, già si avvicina la prossima scadenza relativa al pagamento di stipendi e contributi ai tesserati dei mesi di gennaio e febbraio 2019: entro il 16 marzo l'Avellino dovrà mettersi in regola, sborsando circa 300mila euro e scongiurare il nuovo pericolo penalizzazione (dai 2 ai 4 punti).
Prima, però, andrà superata la verifica della Commissione Figc per l'acquisto della società, che tiene il mirino puntato contro il club biancoverde a causa della mancata presentazione di documentazione valida che attesti l'onorabilità e la solidità finanziaria dei cinque soci (Izzo, Circelli, Riccio, Autorino e De Lucia), tutti bocciati ai primi due appelli, chi per una questione di forma (Izzo, finito sotto la lente di ingrandimento per la presunta irregolarità delle sue garanzie bancarie), chi per sostanza (tutti gli altri).
Nessuno di loro ha fornito adeguate rassicurazioni e le garanzie indicate nel comunicato 112/A. La Commissione, secondo quanto trapela da Roma, non sembra intenzionata a regalare all'Avellino un'altra proroga (la seconda scade domani), considerato pure lo scarso impegno delle parti in causa nel risolvere la questione.
Significa che, se non si riesce a trovare una soluzione entro poche ore, attraverso la cessione delle quote da un socio all'altro o con l'ingresso di un soggetto che abbia tutte le carte in regola (vedi garanzie) per fare calcio, l'Avellino incapperà in un deferimento che porterebbe in primis al blocco dell'operatività, con il conseguente rischio di non poter fare fronte all'ottemperamento degli obblighi Covisoc da qui al termine del campionato (quindi, penalizzazione sicura), e in seconda battuta, ancora più grave, all'impossibilità di potersi iscrivere al prossimo campionato.
Il Sindaco Gianluca Festa ha già dichiarato di aver dato di tempo, ai due litiganti, fino a domani: nel caso in cui nulla dovesse cambiare, procederà alla convocazione di Izzo e Circelli per risolvere definitivamente la querelle. Ma a quel punto potrebbe già essere troppo tardi.


