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Capuano: "Con D'Agostino è arrivata la serenità, si deve puntare sui giovani. Il ko a Bari..."
martedì 3 marzo 2020, 09:47Copertina
di redazione TuttoAvellino
per Tuttoavellino.it

Capuano: "Con D'Agostino è arrivata la serenità, si deve puntare sui giovani. Il ko a Bari..."

Ospite di PrimaTivvù, il tecnico dell'Avellino, Ezio Capuano ha parlato di D'Agostino, del passato e del suo futuro: "Pur attraversando momenti di difficoltà, la vecchia proprietà non ci ha fatto mancare nulla. Ora l'Avellino è di D'Agostino, un imprenditore solido, che ha già parlato di settore giovanile. Ciò significa che ha intenzione di portare avanti un progetto duraturo. Lo ha voluto la gente e lui da anni voleva l'Avellino, ci è riuscito e il suo entusiasmo è esaltante. Pure Ghirelli, a Bari, mi ha detto che ora la società è nelle mani di imprenditore importante. Io continuerò a fare l'allenatore, che è un lavoro faticoso, è un po' come fare il prete. Devo dare conto a chi per una settimana intera vive per la propria squadra, ho grandi responsabilità. Anche io ho sempre voluto l'Avellino. Ventidue anni fa parlai con il presidente Sibilia, negli uffici di Galleria Mancini, poi venne preferito un altro al posto mio. Lo scorso luglio il mio arrivo sembrava cosa fatta, ma non se ne fece nulla e ci rimasi molto male, ma quando sono stato chiamato a ottobre, non ci ho pensato su e sono venuto ad Avellino, nonostante qualche problemino di troppo. Da quando sono qui abbiamo cambiato tre proprietà, ora c'è serenità, ma va dato merito alla squadra che ha saputo conquistare quasi tutti i punti per la salvezza. La sconfitta a Bari? Ci poteva stare, ma l'errore sul secondo gol è grave, perché sapevamo che avrebbero liberato Antenucci, l'avevamo studiata per tre giorni in allenamento. Si questi tipi di errori impazzisco. Il futuro dell'Avellino? Sono i giovani come Parisi, Silvestri che si è fatto male o Garofalo che potrà diventare nostro. E poi ci sono dei 2002 della Berretti davvero bravi. Credo che con due, tre anni di lavoro si potranno avere i frutti sperati dal settore giovanile".