Avellino, ecco Bernardotto: "Mi ispiro a Lukaku, darò tutto per questa maglia"
Insieme all'esterno Simone Ciancio si è presentato oggi l'attaccante Gabriele Bernardotto, vero spauracchio dell'Avellino due stagioni fa, quando vestiva la maglia del Lanusei in Serie D. Il bomber romano, che ha anche parenti irpini di Roccabascerana, ha parlato delle sue prime impressioni in biancoverde e di cosa si aspetta dalla stagione.
Queste le sue parole: "E' un orgoglio essere qui, sono felice di essermi aggregato all'Avellino, il club mi aveva cercato già diverso tempo fa, poi non se ne fece nulla. Sono un attaccante che ama fare il doppio lavoro: ovviamente fare gol ma in particolare mi piace creare spazio per i compagni e mandare in gol i compagni. Sono consapevole di essere arrivato in una grande piazza e per me è un punto di partenza, voglio dimostrare di poter giocare ad alti livelli. Ho sempre giocato in un attacco a 3, ma so che mister Braglia predilige giocare a 2, mi sto allenando bene e penso di essere pronto anche a giocare con due punte. Braglia è preparato, uno tosto, puntiglioso, ma anche molto simpatico. Quando sono arrivato mi ha preso in giro per la macchina, sono arrivato con una Yaris e mi ha detto, dove vai con quella macchina. A chi mi ispiro? A Lukaku dell'Inter. Ovviamente con le dovute proporzioni. Di Lukaku devo assimilare i movimenti e il senso del gol".
Bernardotto poi ripercorre l'anno del Lanusei e il duello con l'Avellino: "E' stata una stagione indimenticabile per me. Abbiamo sfiorato un'impresa. Sapevamo che stavamo competendo con una corazzata come l'Avellino e per noi era un onore. Far parlare di me ad Avellino e in tutta Italia è stato un orgoglio. Poi la finale a Rieti è stata stupenda, il popolo avellinese ha colorato di verde lo stadio di Rieti. Arrivammo a giocarci tutto, ma l'Avellino arrivò meglio e i valori tecnici vennero fuori e vinse la più forte".


