Braglia ha inviato due messaggi a Di Somma. E cosa è successo con Aloi?
La soddisfazione per la prima vittoria stagionale è ancora tanta, ma a mente lucida, seppure inebriata dalla gioia per il gol vittoria di D'Angelo al Rocchi di Viterbo, analizziamo alcune scelte di Piero Braglia. A partire dalla decisione di puntare sul 3-4-3, modulo già utilizzato a Cosenza con ottimi risultati. Non è un mistero che il tecnico abbia chiesto al direttore Di Somma due calciatori con caratteristiche precise. Un centrocampista dai piedi buoni e una seconda punta brava nell'uno contro uno. E le scelte di Braglia prima e durante la partita di ieri riflettono queste necessità. Bernardotto si è sacrificato molto, è arretrato per recuperare palla, per difenderla e conquistarsi qualche fallo, ma non è l'attaccante ideale per il 3-4-3 e con Maniero, nel 3-5-2, difficilmente riuscirà a conviverci. Ecco che l'arrivo di una punta di movimento alla Fedato o alla Castaldo (sì ancora lui...), per fare un paio di esempi, diventa fondamentale per abbracciare un sistema di gioco che può rappresentare un'arma tattica micidiale per l'Avellino. L'altro messaggio di Braglia a Di Somma riguarda il centrocampo. De Francesco non ha brillato in cabina di regia e nella ripresa Braglia ha schierato Marco Silvestri al centro del reparto, spostando De Francesco nello spot di mezzala destra. Ma il classe '99 genovese non è un regista e l'innesto di Mattia Zennaro, in arrivo dal Genoa, potrebbe non bastare. Braglia spera sempre nell'affondo finale per Domenico Mungo del Teramo e non ha perso di vista neppure Alessandro Di Paolantonio, ancora svincolato. C'è poi da capire cosa è accaduto con Aloi, il perché sia finito in Tribuna ieri al Rocchi. Nel post-partita la risposta di Braglia ("Perché Aloi in Tribuna? Chiedete a Di Somma") ha fatto riflettere. Motivi disciplinari dietro l'esclusione? Chissà.


