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Tacconi: "La salvezza del 1980-81 da scrivere nei libri. Se si dovesse votare mi candido ad Avellino"TUTTOmercatoWEB
giovedì 4 febbraio 2021, 13:00Ex biancoverdi
di Marco Costanza
per Tuttoavellino.it

Tacconi: "La salvezza del 1980-81 da scrivere nei libri. Se si dovesse votare mi candido ad Avellino"

L'ex portiere dell'Avellino e della Nazionale, Stefano Tacconi, è intervenuto alla diretta Instagram di Prima Tivvù, nel format Intervistagram. 

Tacconi ha parlato di tanti temi del calcio italiano, ma anche del suo passato ad Avellino e di tanti aneddoti, anche in politica. 

Queste le sue parole: "Querelle Lukaku-Ibra? Sono fesserie, purtroppo pagano la mancanza di tifosi e le tante telecamere piazzate. Come le bestemmie di Buffon e i deferimenti. Ai miei tempi accadeva molto peggio, ma non c'erano tutte queste telecamere e con gli stadi pieni di tifosi nessuno sentiva nulla. Ad Avellino, nel tunnel degli spogliatoi, accadeva di tutto, non solo verbalmente, facevamo uscire il sangue a tanti avversari, li intimorivamo, era il famoso detto dell'Avellino, la Legge del Partenio". 
L'arrivo ad Avellino: "Arrivavo da San Benedetto del Tronto. Avellino città l'ho vissuta per due mesi, poi c'è stato subito il terremoto. Sono arrivato a settembre 1980 e poi ci fu il terremoto a novembre e poi la città non è stata più la stessa, negli anni a venire era un cumulo di macerie. Però sono stati 3 anni incredibili, il primo anno penso che è da scrivere nei libri, con la salvezza arrivata con il -5 e il terremoto. E' un evento che nessuno dimenticherà, è come la vittoria di uno scudetto. Abbiamo vissuto una vicenda dolorosa, ma indimenticabile". 
Il verde nel cuore: "Il verde l'ho sempre avuto nel cuore poi, anche alla Juventus, la mia divisa era nera e verde. All'inizio fu una cosa casuale, poi visto che mi portò fortuna l'ho voluta sempre così. Anche nella finale di Coppa Uefa ad Avellino nel 1990. Devo dire che è sempre stata una cosa positiva. Sono l'unico portiere italiano ad aver vinto tutto come titoli di club nazionali e internazionali e ne sono orgoglioso. La gavetta serve a questo, a crescere, non come ora, che basta avere un buon procuratore e ti ritrovi a giocare in Serie A".
Rapporto con Di Somma: "Lo sento ogni tanto, l'ho sentito durante il lockdown l'anno scorso, era indaffarato perchè doveva dividersi con la squadra: l'allenatore spingeva affinchè si tornassero ad allenare mentre il dottore era contrario. Ricordo che era un pò confuso. 

L'Avellino di oggi: "Non sto seguendo ora le vicende dell'Avellino. Di Somma però è un grande volpone, ha esperienza e sa come si vince. Inoltre il tecnico è Braglia, un vincente per la Serie C. Hanno vinto a Castellammare insieme e vinceranno anche ad Avellino". 
Su D'Agostino: "L'ho conosciuto, è una persona seria, fare il presidente ora è difficile a causa dei pochi introiti, dovuti da questa pandemia ed è difficile anche andare avanti e stabilire dei piani, dei progetti futuri. Ma credo che la famiglia ci tenga molto all'Avellino e stia facendo sforzi importanti che spero possano essere ripagati. L'anno prossimo per me tante squadra salteranno, vedi anche top club in serie A in crisi (l'Inter). L'Avellino da questo punto di vista penso sia in una botte di ferro".
Aneddoti passati: "Ce ne sono tanti. Mi ricordo una volta il povero Giovannone, arrivò tardi una notte in ritiro e prese un sacco di botte. L'aneddoto che tutti conoscete è quello Sibilia con Vignola. Eravamo io e Beniamino che dopo un grande campionato dovevamo riscuotere da Sibilia i famosi 5 miliardi di bonus che ci aveva promesso a inizio campionato. Eravamo interdetti, e quindi feci parlare Vignola per primo e Sibilia prese lui con uno schiaffo. Poi mi guardò e io dissi, 'Nono, a me non serve nulla, sto bene così, avevo solo accompagnato Beniamino'. Poi dopo qualche settimana ci aveva venduto alla Juventus entrambi". 

Rivalità con Zenga: "E' stata una bella rivalità, un dualismo. Se ho rimpianti? No, io no, per quelli dovete chiedere a Zenga!"

Infine una promessa politica: "Tornare ad Avellino? Io torno spesso ma senza scherzi, se si dovesse andare a votare per il governo a breve, ho la richiesta dalla Lega per candidarmi ad Avellino. Voglio donare a questa terra quello che loro hanno dato a me".