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tmw / avellino / Editoriale
Un esordio da matita bluTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 23:59Editoriale
di Domenico Fabbricini
per Tuttoavellino.it

Un esordio da matita blu

Non il miglior esordio immaginabile. L'Avellino inciampa (ancora) alla prima giornata e rimanda la festa portandosi a casa rimorsi, errori e diversi aspetti su cui lavorare. Certo il campionato è lungo e il tabù della mancata vittoria alla prima ha poi portato anche a campionati vinti o playoff centrati, ma di sicuro non fa mai piacere partire col piede sbagliato, soprattutto in una partita in cui parti bene, passi in vantaggio, sembri in controllo della gara ma poi ti fai rimontare, anche in maniera un po' ingenua, su due errori difensivi. In occasione del rigore Arena salta troppo facilmente Izzo, poi Besaggio è ingenuo nel franargli addosso (ma probabilmente senza quell'intervento l'attaccante avrebbe calciato agilmente in porta); nel raddoppio Simic si fa sovrastare troppo facilmente da Ionita. Errori difensivi ma anche offensivi, dove a parte un Russo indemoniato, nessun altro è riuscito a portare grossi pericoli dalle parti di Nunziante. Sarebbe bastato forse trovare il raddoppio per spegnere ogni velleità aretina. invece gli ospiti con il passare dei minuti hanno trovato coraggio, fiducia e metri, fino ai gol che gli hanno regalato una storica vittoria dopo 19 anni di assenza dalla serie B.

A fine partita mister Nesta ha detto di non essere preoccupato, di aver visto una squadra viva, che ha creato, che sicuramente deve crescere e migliorare ma che ha fatto anche vedere buone cose. In parte è vero, ma il modo in cui l'Avellino si è fatto rimontare dall'avversario lascia qualche perplessità, anche nell'atteggiamento: tolto Russo, che come detto si è fatto in quattro per cercare la via della rete, la manovra è sembrata più mirata a controllare e provare a difendere che a pungere, senza mai troppa convinzione o cattiveria. Dopo la sconfitta di Monza, che ci può anche stare contro una squadra di categoria superiore e in una competizione secondaria come la coppa, ci si aspettava quantomeno uno spirito diverso in campionato. Che si è anche visto nei primi venti minuti. Per poi cederlo agli avversari che hanno capito sempre più di potercela fare, e hanno trovato poi una vittoria probabilmente tanto fortuita quanto insperata, ma tant'è.

Le scintille di fine partita tra Izzo e Simic fanno parte del calcio, nervosismo normale quando si perde una partita che tutti si auguravano di vincere, ma denota anche uno stato d'animo sicuramente non tranquillo, non solo del reparto difensivo ma di tutta la squadra. Starà a Nesta ora trasformare questa rabbia sportiva in energia positiva per dare qualcosa in più, già dalla prossima casalinga contro il Vicenza, che ha vinto al suo esordio contro il Catanzaro. Un'altra gara tosta in cui però l'Avellino dovrà dimostrare qualcosa in più di quello messo in campo oggi contro l'Arezzo, soprattutto proseguire con lo stesso stato d'animo e la voglia di vincere fino al triplice fischio, senza accontentarsi. E magari rivedendo anche qualche meccanismo difensivo che, già durante le amichevoli estive, ha dimostrato di scricchiolare in più punti.

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