Vincenzo Riccio e quel "pallonetto" che mandò al tappeto i granata
Avellino-Salernitana. Novembre 2006. Vincenzo Riccio con un delizioso “pallonetto” da fuori area, a scavalcare il portiere avversario, realizza la rete del definitivo 4-0. E chi se lo scorda quel gol.
La redazione de "Il Mattino", in occasione dell’imminente derby del 16, ha intervistato l'ex biancoverde Vincenzo Riccio.
UN RICORDO FANTASTICO – “Il derby del novembre 2006, fu una partita importante, sia per la grande rivalità che c’era e c’è ancora tra le piazze. Ricordo che in quella occasione avevamo cambiato modulo. Dal solito 4-4-1-1 passammo al 4-3-2-1, con Greco dietro Evacuo e Biancolino. Fu una partita quasi perfetta, in cui demmo l’anima. Aggiungiamoci pure il gol di Moretti su rigore, il grande gol su punizione di Greco, la rete di Biancolino e poi per finire la mia ciliegina sulla tora. Ricordo ancora gli applausi all’ingresso in sala stampa per un’intervista poi rimasta memorabile. E le grida dei tifosi che, forse memori dei due gol che mi ero letteralmente divorato contro l’Ancona, gridavano dagli spalti: ha segnato Ricco, non ci credo!”.
ASSENZA PESANTE – “Peccato che mancherà Arini, il calciatore che più mi somiglia, anche se lui fa più gol di me. E’ un calciatore che mi piace molto, che fa la differenza. Anche D’angelo ha spirito battagliero. I calciatori grintosi sono quelli che più degli altri rispecchiano la mentalità del popolo irpino”.
IL CAMMINO DEI LUPI - “E’ stato importante che la società non abbia forzato i tempi con Tesser. Non lo conosco di persona, ma la sua carriera dice tutto. Il ritorno in campo di Castaldo si è rivelato fondamentale. Ecco perché sono molto fiducioso. E poi, Avellino è una piazza particolare che trasmette positività e sa incitare i calciatori nei momenti importanti”.


