Focus sul Latina: quattro allenatori per una stagione da dimenticare
Quattro allenatori per il Latina non son bastati. Prendendo in prestito la celebre canzone di Lucio Battisti e modificandone titolo e contenuto si arriva a descrivere la stagione del Latina. A dir poco travagliata, senza un filo logico da poter seguire, assolutamente insoddisfacente. Eppure i propositi di inizio stagione della società pontina erano fondati su un campionato tranquillo, da vivere distante dalle sabbie mobili dei play out solleticando, nel caso, l’idea di agguantare un piazzamento nei play off.
A Mark Iuliano, primo tecnico di una lunga serie, era stato affidato un giusto mix di vecchie volpi (vedi alle voci Dellafiore, Schiattarella, Olivera e Marchionni) e giovani in rampa di lancio come Acosty, il più vivace tra le fila pontine, e Dumitru alla ricerca di stabilità dopo un lungo girovagare. Ai gol, poi ci avrebbe dovuto pensare Corvia, in uscita da Brescia e pronto a vivere una nuova giovinezza dopo i tanti acciacchi fisici che ne hanno pregiudicato la carriera. Questo almeno sulla carta, dato che Corvia fino a questo momento ha messo a segno appena tre reti.
L’inizio balbettante ha spinto la società del presidente Maietta al primo cambio di allenatore. L’arrivo di Mario Somma ha portato un po’ di verve in terra pontina, ma la fiamma della passione neroazzurra è finita presto per affievolirsi. Da qui l’addio a Somma, il breve interregno di Andrea Chiappini e lo sbarco di Carmine Gautieri, reduce dall’esonero di Livorno della passata stagione.
Due pareggi di fila, poi il tracollo di cesena. Una figuraccia che ha spinto il club laziale a chiedere scusa ai suoi tifosi e ad indire un silenzio stampa che, nelle intenzioni della proprietà, dovrà cercare di riportare l’attenzione solo e soltanto sull’obiettivo salvezza. Sabato contro l’Avellino, il Latina si ritroverà di fronte a un bivio: vincere per non affondare.


