Elogio ai tifosi dell'Avellino: gli unici a tenere ancora alta la concentrazione
Qualcuno, Dario Marcolin in particolare, forse ieri sera si aspettava un clima diverso al Partenio-Lombardi. Magari tappeti rossi e petali di rose lanciati all’indirizzo di una squadra reduce dalla disfatta di Latina, giunta al termine di una prestazione anonima e impalpabile. Di certo, secondo quanto affermato dal tecnico dell’Avellino, la contestazione di inizio gara ha preso alla sprovvista lui e i calciatori, spiazzati dal duro messaggio esposto in Curva Sud prima del fischio d’inizio. “Siete uomini senza dignità che non meritano di indossare la maglia della nostra città”, questo il testo dei due striscioni srotolati dallo zoccolo duro del tifo biancoverde.
Una contestazione dura, esposta in modo chiaro e nei limiti della correttezza dalla tifoseria dell’Avellino. Che merita rispetto e va capita. Evitando commenti carichi di finta sorpresa e dita puntate all’indirizzo di chi sacrifica lavoro e affetti familiari per seguire la squadra in casa e, soprattutto, in trasferta. Va elogiata la coerenza con la quale la Curva Sud ha contestato l’Avellino anche dopo il gol del momentaneo pareggio. Come a voler dire: “Un gol non basta a cancellare Latina e il recente passato”.
Non è affrettato dire che, in questo momento, i tifosi dell’Avellino sono gli unici a tenere ancora alta la concentrazione, mentre intorno vige un’immotivata fiducia per una salvezza ancora tutta da conquistare. I fischi e gli insulti piovuti sulla testa di Castaldo, colpevole di aver gettato ulteriore benzina sul fuoco con un’esultanza insensata e sicuramente evitabile, è la dimostrazione che nessuno ad Avellino deve sentirsi intoccabile se le cose vanno male. Anche chi per la maglia biancoverde ha segnato reti pesanti e versato lacrime, come l’attaccante di Giugliano.
Il colloquio, che una delegazione della Curva Sud ha chiesto ed ottenuto dal “Dieci” dell’Avellino, è servito quanto meno a distendere un po’ gli animi, diventati bollenti dopo il mancato faccia a faccia tifosi-squadra a fine partita (vietato da quest’anno). Tutti sono sotto osservazione: società, calciatori, tecnico. Tutti, fino all’ultimo membro dello staff tecnico e dirigenziale. A Perugia, sabato prossimo, i supporter biancoverdi saranno sulle gradinate del Renato Curi. Loro ci saranno. Sperando che qualcun altro, però, metta piede in campo.


