I tifosi hanno già deciso, la società tergiversa: Trapani, crocevia per Marcolin?
Fosse per loro, l’Avellino in questo momento avrebbe cambiato allenatore. Fosse per loro, sulla panchina dei lupi siederebbe nuovamente Attilio Tesser. I tifosi hanno deciso, ma il sentimento popolare e il fiume in piena di commenti e improperi sciorinati sui social network, così come la contestazione dei tifosi presenti ieri al Renato Curi di Perugia, non sono bastati alla società biancoverde a prendere una decisione sul futuro di Dario Marcolin.
L’insurrezione dei quattrocento giunti in terra umbra ha piantato comunque il seme del dubbio nelle coscienze dei dirigenti dell’Avellino, di sicuro meno propensi a portare avanti a ogni costo l’idea di chiudere la stagione con l’allenatore bresciano e leggermente più propensi, in caso di nuovo tracollo contro il Trapani, nel richiamare Tesser. Sul "Torna a Catania" urlato a gran voce dai sostenitori irpini all'indirizzo di Marcolin, non si può soprassedere.
La scossa voluta e sperata non c'è stata. L’involuzione di gioco è sotto gli occhi di tutti, così come la mancanza di serenità che fa sicuramente più paura rispetto alle difficoltà sul piano fisico palesate da diversi interpreti. Il nervosismo, al Curi, si tagliava a fette. Tanti errori di attenzione, passaggi sballati e falliti a due metri di distanza. Squadra svuotata e in balia degli eventi, incapace di costruire e far male. La salvezza, complice i guai delle altre, resta a portata di mano, ma raggiungerla dignitosamente non farebbe male.


