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Perugia-Avellino, l'analisi: centrocampo in netta difficoltà, attacco fantasma e Grifo sul velluto
lunedì 10 ottobre 2016, 08:34Copertina
di Pellegrino Marciano
per Tuttoavellino.it

Perugia-Avellino, l'analisi: centrocampo in netta difficoltà, attacco fantasma e Grifo sul velluto

Dopo la vittoria contro la Pro Vercelli l'Avellino di Toscano poteva dare continuità ai risultati positivi ma a Perugia gli irpini non hanno fatto vedere quasi niente di buono dal punto di vista del gioco e della determinazione. Non è d'accordo il tecnico dell'Avellino che in sala stampa si è detto invece fiducioso per la prestazione e la crescita dei suoi ragazzi. Al Curi è 3-5-2 con Frattali al posto di Radunovic tra i pali e difesa confermata eccezion fatta per l'indisponibile Djimsiti, sostituito come prevedibile da Jidayi. Centrocampo visto contro la Pro, stesso discorso valevole anche per l'attacco. Il Perugia, dal canto suo, deve fare a meno di Del Prete infortunato, al suo posto Belmonte, che proprio un terzino non è ma che garantisce maggiore copertura sugli affondi di Asmah. Brighi, Zebli e Dezi in mediana con Nicastro, Di Carmine e la novità Guberti in avanti.
Una partita sin da subito movimentata, con l'Avellino che prova a far paura al Perugia spingendosi in avanti, ma gli umbri non si lasciano intimorire e con il passare dei minuti diventano sempre più pericolosi, soprattutto sulla fascia di sinistra dove Guberti fa il bello ed il cattivo tempo. La difesa di Bucchi è un bunker ed Ardemagni lotta con i due centrali Volta e Monaco avendo sempre la peggio. Verde è un fantasma in molti momenti della partita e non riesce ad aiutare e fornire a dovere l'ex bomber del Grifo. Ma è sulle palle alte che l'Avellino soffre particolarmente l'assenza di Djimsiti. Infatti prima Belmonte impegna severamente Frattali e poi Monaco sigla l'1-0 sugli sviluppi di un'azione nata da calcio d'angolo. E' Diallo a perdersi completamente il diretto avversario. Il senegalese si ripete poco dopo per il 2-0 firmato Di Carmine che al centro dell'area cade, e addirittura riesce a calciare da terra fulminando Frattali. Troppo morbida la marcatura del 19enne dell'Avellino che a Perugia ha senza dubbio disputato la sua peggior partita in biancoverde.

Nella ripresa nemmeno un minimo di pericolosità per l'Avellino, che va al tiro con Soumarè e D'Angelo, ma non riesce per niente a spaventare la retroguardia perugina. Un po' di confusione la crea, dettata dall'apparizione di Verde e dall'ingresso di Lasik che consente a Soumarè di far parte del tridente composto proprio da Verde e Camarà, subentrato nella prima frazione di gioco al posto dell'infortunato Ardemagni. Un grosso problema l'Avellino lo presenta proprio a centrocampo, dove è sì rientrato Lasik, ma gli interpreti non riescono a fare filtro e non riescono a garantire il giusto supporto sia alla difesa che all'attacco. Soumarè non è una mezz'ala pura e non ha nelle corde quel cambio di passo necessario, o meglio, non riesce mai a chiudere l'azione con una conclusione degna di nota oppure un assist vincente. Da segnalare la pessima prestazione anche di Omeonga, giocatore che ha ancora bisogno di crescere tanto e che in partita "complicate" non può ancora dire la sua per carenza di personalità. Inoltre la giovane età è sicuramente un alibi valido.
In conclusione, è stata una gara che l'Avellino ha meritato di perdere. Tante le assenze, ma anche con i vari Castaldo e Gavazzi in campo non è che si sia visto molto di meglio.