Avellino, spirito guerriero: è la dimostrazione che con il cuore nulla è impossibile
L'Avellino si è risvegliato e ha deciso che per salvarsi bisognava di nuovo tornare a fare sul serio. Dopo 5 gare in cui forse le nove precedenti senza sconfitte avevano un po' appagato la compagine irpina ecco che gli uomini di Novellino hanno sfoderato due prestazioni di cuore, grinta e tenacia, contro le prime due della classe. Spal e Frosinone non hanno assaporato la gioia del successo contro un Avellino affamato, robusto in difesa e che proprio a questo proposito ha subito una sola rete, viziata tra l'altro anche da un probabilissimo fuorigioco di Mazzotta. Il tecnico di Montemarano stupisce ancora una volta, ma fa turn over schierando dietro ad Eusepi un buon Bidaoui, che la chance di giocare titolare l'aveva meritata nelle scorse uscite. Torna anche Moretti dal primo minuto in cabina di regia, ma il numero 4 non entra mai in partita. Marino, dal canto suo, non si fida dell'Avellino e in avanti schiera i titolari Dionisi e Ciofani D. Proprio intorno a Moretti gira la partita degli irpini perché Novellino alla mezz'ora, già in svantaggio, decide di inserire Castaldo al posto del mediano per una squadra più offensiva che proprio da quel momento ha cominciato a pungere, anche se in modo non molto concreto, la difesa ciociara. Una partita dai ritmi non sempre elevatissimi, che il Frosinone era convinto di portare a casa, ma il cuore dei biancoverdi è andato oltre l'ostacolo, credendo fino all'ultimo di poter uscire indenni dal Matusa. Quattro punti in due partite difficilissime, con la sconfitta di Terni ormai in archivio, che ha saputo solamente caricare la truppa di Novellino. Un altro punticino verso una salvezza che salvo clamorosi colpi di scena dovrebbe arrivare. Un mezzo miracolo da parte dell'Avellino che ha trovato nel suo allenatore l'ancora di salvataggio per rimanere aggrappati alla Serie B.
Altro dato importante, i Lupi contro le grandi si esaltano. Gli ultimi due match lo testimoniano. Sono partite che si caricano da sole, e in rosa c'è gente con la famosa "cazzimma". Senza tralasciare il gol fondamentale quanto sentimentale di Gigi Castaldo che si è lasciato andare ad una corsa tremenda sotto il settore ospiti dopo una rete alla "Castaldo". Un destro a filo d'erba che non ha lasciato scampo a Bardi, incolpevole. Questo Avellino piace di nuovo ai tifosi, entusiasma e fa gioire. Da elogiare sicuramente le prestazioni di alcuni singoli, come i due centrali di difesa, ancora una volta eccezionali, oppure l'ottima partita di Perrotta e Laverone, instancabili sulla fascia così come capitan D'Angelo. Un po' di brivido nel finale in casa della prima in classifica ci può sicuramente stare, ma alla fine ciò che conta è l'ottimo risultato portato a casa. L'Avellino c'è, è vivo più che mai!


