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Avellino, la scalata è quasi finita. E' una guerra a chi ci mette più cuore. Perrotta sbrana il Carpi!
domenica 9 aprile 2017, 08:07Copertina
di Pellegrino Marciano
per Tuttoavellino.it

Avellino, la scalata è quasi finita. E' una guerra a chi ci mette più cuore. Perrotta sbrana il Carpi!

3+1+3 fa 7. Non serve la famosa zingara a capire questo calcolo, in quanto sono i punti portati a casa dall'Avellino contro tre "grandi" del campionato di Serie B. E se il Carpi fa fatica ad entrare nell'elite del torneo cadetto, Spal e Frosinone sono invece le prime due della classe. Due delle tre che andranno in Serie A. I biancoverdi però sono riusciti a strappare punti in tutte e tre le partite, riprendendosi alla grande e dando una seria risposta a livello soprattutto caratteriale ai criticoni di turno. La formazione di Novellino non si è fatta assolutamente condizionare dalle partite fuori dal campo, ovvero in tribunale, e si è concentrata totalmente su un Carpi nel suo momento migliore, capace fino a ieri di portare a casa 12 punti in 6 partite, ben 25 punti su 48 fuori casa. La compagine di Castori si è schierata a specchio, sfidando il 4-4-2 di Novellino. E' stata una gara equilibrata quella tra Avellino e Carpi, ma non può passare in secondo piano il rigore fallito da Ardemagni dopo soli tre minuti di gioco. Il match si sarebbe incanalato verso uno svolgimento diverso e Castori questo lo sa bene, nonostante recrimini in sala stampa di aver meritato almeno il pareggio.

Forse è vero che nell'economia della partita i biancorossi hanno poi giocato un pochino meglio, ma gli irpini ci hanno creduto di più. Hanno avuto più cuore, che poi alla fine è ciò che conta arrivati a questo punto della stagione. La retroguardia dell'Avellino ha trovato la sua quadratura con la coppia classe 92 Migliorini-Djimsiti. E tutto sembra girare alla perfezione. Da elogiare senza alcun dubbio la prestazione super di Perrotta che si è procurato prima il penalty, ha difeso, attaccato e alla fine realizzato un gol pesantissimo per il campionato dell'Avellino. Tre punti d'oro regalati ai suoi compagni, tutti nel suo esterno sinistro da rapace d'area, lui che un rapace proprio non è. Merito anche di un gruppo coeso e di un allenatore che si fa prima rispettare e poi volere bene dai suoi ragazzi che lo seguono passo passo per raggiungere il traguardo della salvezza, o per dirla alla Novellino, la cima della montagna, al momento ancora scaramanticamente ripidissima.