Gli ultimi prodigi del fuoriclasse Angelozzi...
Non poteva finire meglio la storia d'amore tra Guido Angelozzi e il Bari Calcio. Il dirigente catanese, che dopo quattro stagioni in sella al galletto lascerà il suo posto a chissà chi, ha definito con successo le comproprietà di diversi giocatori biancorossi.
L'ennesimo miracolo. Rinnovate a proprio favore le comproprietà di Calderoni con il Chievo e del giovane Sall con il Parma, il direttore sportivo del Bari ha spiazzato tutti riuscendo, in un solo colpo e con il sostegno finanziario della nuova società, a mantenere - seppur a metà - la proprietà di Ceppitelli e a fare sua, alle buste, l'altra metà di Sabelli, terzino scuola Roma. Per il club capitolino - intenzionato a riportare a casa il ragazzo - non c'è stato nulla da fare: la busta barese è risultata più generosa di quella giallorossa, con Sabelli che così si trasferisce in Puglia a titolo definitivo. Colpaccio.
Ritorna a casa Andrea De Falco. Il centrocampista, spedito a Castellamare di Stabia a gennaio, è ora completamente di proprietà del Bari, che ha definito la sua comproprietà con il Chievo Verona. Con il club clivense, e con il diesse Sartori, Guido Angelozzi ha trovato e cucito ad hoc una serie di soluzioni, rinnovando Calderoni e lasciando in Veneto il giovane Toskic.
Sentiti ringraziamenti. Questo merita Angelozzi per quello che di buono (ottimo) ha fatto in questi anni bui, tristi, in cui il diesse è riuscito a tenere sempre alto il livello qualitativo di una squadra che, fosse dipeso solo dalla precedente proprietà, sarebbe già decaduta in Lega Pro. Troppe le penalizzazioni, troppo poche le risorse finanziarie a disposizione per lavorare con serenità. In queste condizioni chiunque avrebbe fallito, e abdicato: Angelozzi no, Angelozzi - nonostante le intemperie - è rimasto ancorato saldamente al suo posto, portando a termine, con onore, il suo disegno.
Le prodezze di Guido devono restare impresse nella mente di quei colleghi (pochi in verità) che, troppo spesso, sono stati avari di complimenti nei suoi confronti. Le sue acrobazie, sportive e non solo, devono restare impresse anche nella memoria dei tifosi. Di direttori sportivi così (in grado di costruire senza cemento ne mattoni) non è facile trovarne in giro. Tutti, o quasi, son bravi solo se muniti di portafogli pieni di soldini. Soldini che Angelozzi a Bari non ha mai avuto a disposizione per i suoi lavori.
Se oggi il Bari può guardare al futuro con ritrovato ottimismo e rinnovate ambizioni lo deve sì ai suoi misteriosi compratori ma, soprattutto, a gente come il direttore, che ha mantenuto fede alla promesse fatte dopo la retrocessione in serie B: "Manterremo alto il nome del club, lavorando con serietà e dedizione nonostante le difficoltà, contro tutto e contro tutti". Che aggiungere: missione compiuta...


