Bari, Mangia è l'uomo giusto al posto giusto. Lo dice il curriculum...
E’ ormai questione di giorni: il destino di Devis Mangia sembra colorato di biancorosso. Paparesta, per la panchina, ha puntato proprio nell’ex ct dell’Under 21, un nome che già aveva fatto capolino in orbita Bari nella scorsa e tormentata estate.
Aspettando in ogni caso i crismi dell’ufficialità, scopriamo il profilo del giovane tecnico milanese, che ha fatto del 4-4-2 di stampo sacchiano il suo credo calcistico. E proprio con Arrigo Sacchi, l’ex rosanero sembra condividere un passato molto simile. Infatti come l’ex condottiero del Milan degli olandesi, anche Mangia non ha avuto fortuna nella sua carriera da calciatore. Dopo un passato da portiere limitato alle giovanili di Cernusco ed Enotria 1908, infatti lascia l'attività a soli vent'anni, per dedicarsi agli studi di giurisprudenza.
GLI INIZI – Tuttavia, comincia da giovanissimo l'attività di allenatore su consiglio di Riccardo Guffanti, nelle giovanili dell'Enotria, società affiliata all’Inter. La sua lunga gavetta prosegue alla fine degli anni 90, sempre a livello giovanile, con Voghera, Fiorenzuola, Meda e Varedo. La svolta nel 2004 quando comincia la sua carriera da allenatore professionista, a trent'anni, assumendo la guida tecnica del Varese in Eccellenza. Inizialmente era stato chiamato per occuparsi della formazione Berretti ma in seguito alla sconfitta casalinga contro la Rhodense ne assume la guida. Con lui in panchina, i biancorossi lombardi vengono trascinati nel giro di un paio di stagioni sino in Serie C2.
Nella stagione 2007-2008, dopo aver preso il patentino di seconda categoria, allena la Tritium, con cui ottiene un secondo posto nel Campionato Nazionale Dilettanti. Segue quindi una fase interlocutoria: passa ad allenare l'Ivrea ma viene esonerato a tre giornate dalla fine del campionato dopo la sconfitta contro l'Alghero. Successivamente è alla Valenzana, squadra in difficoltà in cui subentra alla 12ª giornata di campionato, ma al termine stagione lascia il club dopo averla condotto alla salvezza.
Nel 2010 torna dove ha mosso i primi passi da professionista, a Varese che nel frattempo è approdato in Serie B, per guidare la formazione Primavera, ricreata dopo venticinque anni. E’ in questo frangente che emergono bravura e grandi capacità di interazione con i giovani. Proprio con la Primavera arriva in finale del campionato di categoria, inchinandosi soltanto davanti alla Roma ai tempi supplementari.
GLI ANNI ROSANERO – Visti i sorprendenti risultati, al termine della stagione il direttore sportivo del club lombardo, Sean Sogliano, lo porta con sé al Palermo come allenatore della squadra Primavera. Con la società del vulcanico presidente Maurizio Zamparini firma un contratto biennale da 90.000 euro a stagione. Il 31 agosto 2011 è una data da segnare in rosso per il giovane tecnico di Cernusco. Infatti, a seguito dell'esonero di Stefano Pioli, gli viene affidata la guida tecnica della prima squadra. Privo del patentino di prima categoria, gli viene concessa una deroga. Al suo fianco come vice in prima squadra c’è Onofrio Barone, una vecchia conoscenza del calcio barese, già suo secondo alla Primavera rosanero. Entra così nel guinness delle panchine di serie A. Con i suoi 37 anni è il più giovane allenatore della stagione 2011-2012 dopo Vincenzo Montella.
LA RIMONTA SULL’INTER - L'esordio sulla panchina rosanero poi è la nemesi del calcio spettacolo da lui professato in giro per i campi d’Italia. E’ il 16 ottobre 2011 e i siciliani ospitano al Barbera l’Inter di Gasperini. Il risultato finale è un pirotecnico 4-3 sui più quotati nerazzurri. Si presenta con questo biglietto da visita l’allora semisconosciuto Mangia. Gli elogi piovono da più parti e il 4 novembre Zamparini gli fa firmare un adeguamento contrattuale con scadenza il 30 giugno 2013, l'ingaggio sale dunque a 300.000 euro annui più bonus. Il 27 novembre 2011 raggiunge un altro traguardo prestigioso festeggiando le cento panchine in campionato da professionista con la vittoria casalinga per 2-0 contro la Fiorentina alla tredicesima giornata.
MOMENTI BUI - Il 19 dicembre 2011, dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia e la sconfitta per 2-0 nel derby con il Catania, viene sollevato dall'incarico di allenatore della prima squadra. Con lui in panchina la squadra ha sì ottenuto 20 punti, frutto di 6 vittorie casalinghe e due pareggi fuori casa dall'avvio del torneo, un record per il club siciliano, ma proprio in trasferta la musica cambia perché la sua squadra non riesce a vincere e tantomeno a realizzare alcuna marcatura per nove partite. Il suo borsino conterà 7 sconfitte di fila in altrettante trasferte, in tutta la sua gestione (record storico negativo).
ESPERIENZA AZZURRA - Il 5 luglio 2012 acquisisce a Coverciano con il massimo dei voti il titolo di allenatore di Prima Categoria UEFA Pro e quindi il diritto di ricoprire il ruolo di tecnico in una squadra della massima serie. Dopo aver rescisso il contratto col Palermo, il 17 luglio 2012 diventa il commissario tecnico della Nazionale Under 21 italiana. Il debutto nell'amichevole contro l'Olanda del 15 agosto vinta dagli azzurrini per 3-0, mentre il 6 settembre guida la squadra alla vittoria per 7-0 sul Liechtenstein, nella gara valida per le qualificazioni agli Europei di categoria del 2013 che permette agli azzurri di ottenere il matematico primo posto nel girone e giocarsi i play-off; completa la qualificazione superando la Svezia nel successivo doppio confronto sempre nei play-off. Agli Europei in Israele Mangia porta gli azzurrini in finale, disputata il 18 giugno e persa per 4-2 contro la Spagna. Proprio la debacle contro le furie rosse sigla il suo addio all’Under 21 un anno fa, al suo posto viene chiamato Gigi Di Biagio. Con lui in azzurro fanno il suo esordio anche i giovani galletti Sabelli e Fedato. Quest’ultimo lanciato dallo stesso Mangia durante un provino a Coverciano nell’aprile 2013.
RILANCIO – E’ storia recente: il 16 dicembre scorso viene ingaggiato dallo Spezia. Vince subito all’esordio contro il Lanciano e nella successiva giornata va ad espugnare il San Nicola riportando i liguri in zona play-off. Lo Spezia chiude il campionato all'ottavo posto, ultimo piazzamento valido per i play-off, dove viene sconfitto nel turno preliminare 1-0 dal Modena. Il suo esonero dall’incarico è datato 23 giugno scorso. Adesso c’è l’intrigante possibilità di rimettersi nuovamente in gioco, allettato da un progetto ambizioso e da una tifoseria che è tornata ad innamorarsi del bianco e rosso. La voglia di riscatto di Mangia e l’entusiasmo di tutto l’ambiente poi rappresenterebbero un connubio ideale per tentare la scalata verso prestigiosi traguardi.


