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ESCLUSIVA TUTTOBARI.COM, Sforzini: "Giocare la Champions è incredibile. Il Bari? Sempre nel cuore, si riprenderà alla grande"
giovedì 4 novembre 2010, 12:20Esclusive
di Andrea Dipalo
per Tuttobari.com

ESCLUSIVA TUTTOBARI.COM, Sforzini: "Giocare la Champions è incredibile. Il Bari? Sempre nel cuore, si riprenderà alla grande"

Passare, nel giro di pochi anni, dalla C2 alla Champions League, è quanto di meglio un professionista del pallone può chiedere alla sua carriera. Non a tutti succede, ma a Ferdinando Sforzini (26), ex attaccante del Bari, è accaduto. L'ex biancorosso, approdato nell'estate scorsa nel club rumeno del Cluj, ha avuto al possibilità di misurarsi con i grandi del mondo del calcio. Giocare la Coppa dei Campioni, per un ragazzo che ha fatto tutta la trafila delle categorie professionistiche in Italia, passando dal Sassuolo in serie C2 al Bari in serie A, è un sogno che si avvera, soprattutto perchè, l'ultima stagione in Puglia, non può essere propriamente definita ricca di successi per Sforzini. Spesso relegato in panchina da mister Ventura, l'ex bomber dell'Udinese non è riuscito a mettersi granchè in mostra nella massima serie. Questo, inevitabilmente, non poteva far sognare al buon Ferdinando addirittura la Champions. il Cluj, invece, gli ha dato questa possibilità. Noi di TuttoBari.com abbiamo voluto chiedere al diretto interessato come vive questa sua nuova avventura, e il ventiseienne attaccante, in eslcusiva ai nostri micorofoni, ci ha raccontato la sua vita attuale, senza dimenticare, però, il suo recente passato tra le fila biancorosse.

Ferdinando, ben ritrovato. Come i più sapranno, la tua carriera ora procede in Romania tra le fila del Cluj. Come ti trovi in questa nuova famiglia? Mica ti manca già l’Italia? "Devo dire che la Romania,calcisticamente parlando, nn me la aspettavo cosi. Soprattutto il Cluj è un club molto importante, uno dei primi in questo paese e una società organizzata con ottime strutture per poter svolgere la professione. L'italia in parte mi manca, ma questa esperienza si sta rivelando positiva".

Dalla C2 col Sassuolo, compagine che ti ha lanciato tra i professionisti, alla Champions League. Cosa significa essere riusciti a giocare nella competizione più importante d’Europa, forse del Mondo? "Questa è stata la cosa che più mi ha spinto ad abbandonare l'italia, e cioè la possibilità appunto di poter giocare nella competizione più importante a livello di club, ovvero la Champions League.L'esordio contro il Basilea è stata un'emozione unica incredibile, e poi quella musichetta, sono ricordi che resteranno sempre nella mia mente".

Facciamo un passo indietro, e torniamo con la memoria a Bari, alla squadra biancorossa. Che esperienza è stata quella in Puglia? Cosa porti e, forse, porterai sempre con te della stagione passata tra le fila del galletto? "Ho tanti ricordi, ma quello che porterò sempre con me è quello di un gruppo fantastico, composto veramente da bravi ragazzi che lottavano per un obiettivo, anche se personalmente le soddisfazioni sono state poche, ma bisogna imparare a tirare fuori qualcosa di positivo anche dalle esperienze negative. Il mio rammarico è quello di nn essere riuscito a lasciare il segno in una piazza cosi bella. I motivi sono stati vari, venivo da un'operazione al ginocchio e dopo due giornate sono tornato sotto i ferri per lo stesso intervento. Due operazioni in sei mesi credo che condizionano molto un calciatore".

Inevitabile chiederti se, a parare tuo, mister Ventura abbia sbagliato nei tuoi confronti. "Lui faceva le sue scelte, io posso solo dire di non essermi mai sentito considerato e di non aver mai avuto la possibilità, apparte all'esordio a San Siro contro l'inter, di poter giocare una partita da titolare. Per un giocatore con le mie caratteristiche è difficile entrare a partita in corso ed essere determinante. Fermo restando che non mi sono mai risparmiato tutte le volte che sono stato chiamato in causa, e che mi sono sempre allenato con grande professionalità, perchè credo che il lavoro alla lunga paghi sempre".

Il Bari attuale è lontano parente di quello della passata stagione. Come saprai, il gallo non canta più come una volta, e a mancare, oltre alla cattiveria agonistica, sembra proprio un centravanti di razza, (stile Sforzini… lo conosci vero?) Che ne pensi di questo momento in casa biancorossa? Senza falsa retorica, diplomazia, credi che si potrà riprendere la squadra di mister Ventura? "Seguo il campionato italiano, ho sky in casa per fortuna (ride ndr). Vedo che il Bari fà fatica ad esprimere il proprio gioco che a mio modesto parere, e non sono un allenatore, è diventato ormai prevedibile, bisognerebbe trovare altre soluzioni, nel calcio moderno le squadre guardano video e ti studiano e dovresti avere sempre soluzioni alternative. Mi auguro, comunque,  che si riprenda presto perchè, ripeto, è un gruppo fantastico che merita tante soddisfazioni".

Sai che qui in Italia, dopo la tua doppietta in Coppa, si è tornati a parlare di te con insistenza. Sulle tue tracce, sembrerebbero Chievo, Lecce e qualche altra compagine attualmente in cadetteria. Già pronto per il rientro? "Per ora sono concentrato su questa realtà, gennaio è lontanto ancora, fà piacere essere accostato a squadre di serie A, ma ho imparato a guardare al presente, e a questa fantastica avventura chiamata Champions League".

Ultima domanda. Se dovessi fare un nome, uno solo, su chi dello spogliatoio barese ti è rimasto nel cuore, quale faresti? "Penso ad Almiron, un giocatore che, oltre alle qualità calcistiche che sono indiscutibili, è un ragazzo d'oro, sempre disponibile e soprattutto carico di umiltà".

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