Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
TMW

Malagò ha scontentato tutti per avere Mancini. Ora il ct rischia di trovarsi senza presidente

Malagò ha scontentato tutti per avere Mancini. Ora il ct rischia di trovarsi senza presidente TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
autore
Ivan Cardia
Oggi alle 08:10Serie A
L'esordio per 2-0 con il Belgio non è stato un bel modo di partire. Ora c'è la Turchia, in una Nations League in salita per gli azzurri

C’era un motivo fondamentale per cui a Roberto Mancini conveniva che il suo primo secondo esordio da ct della Nazionale andasse meglio, fosse perlomeno accettabile. Da quando Giovanni Malagò è stato candidato al vertice della Federcalcio, tutti hanno immaginato il ritorno del Mancio, il più vicino degli allenatori italiani al presidente onorario del circolo Aniene, di cui anche Roby è socio. Per qualche tempo, è sembrato che il nuovo presidente andasse in un’altra direzione - con Maldini e Leonardo - salvo poi silurare tutti e fare quello che tutti pensavano facesse.

Nessuno voleva il Mancini-bis

E quel “nessuno” non lo riempiono soltanto i tifosi, che pure una qualche voce in capitolo dovrebbero avercela, ma purtroppo non l’hanno. Quel sostantivo si riempie soprattutto con chi Malagò l’ha portato in Federcalcio, cioè i grandi club di Serie A: molti dirigenti del massimo campionato - Beppe Marotta, il grande artefice dell’elezione dell’ex presidente del CONI - vedevano e vedono tuttora Mancini come il fumo nell’occhio. Tutti, e in questo “tutti” ci sono sia i tifosi sia 3/4 dei dirigenti del calcio italiano, avrebbero fatto la scelta apparentemente più logica: se c’è Antonio Conte libero, prendi Antonio Conte. E poi si vede. Ma Malagò no.

Ora rischia di rimanere senza presidente

Le vicende di cronaca sono più o meno note a tutti: Malagò rischia di essere detronizzato. Il caso tesseramento è legato a un cavillo, ma rischia d’essere la fine della - nel caso - breve esperienza da presidente federale. Tutti, che lo dicano o meno, pensano che il commissariamento sia l’epilogo più probabile, alcuni club di Serie A - non Marotta, che però se lo potrebbe far andare bene - hanno già chiesto ad Adriano Galliani se, nel caso, sarebbe disposto a candidarsi in Figc. È un senatore di Forza Italia, sarebbe forse l’unica garanzia di un commissariamento breve. Nel mezzo, Mancini, appunto. Il suo contratto con la FIGC non è in discussione, chiariamolo: il ct non è un organo elettivo, il contratto non si annulla perché cambia il presidente. Per di più, Luciano Buonfiglio - presidente del CONI che sarà con tutta probabilità il commissario, se ci sarà - ha già detto pubblicamente di apprezzarlo: un endorsement non irrilevante, anzi. Ma le sei partite di Nations League si concludono nel 2026. Nel 2027 ci potrebbe - condizionale non d’obbligo: di più, Malagò avrà tutto il diritto di far valere le sue non poche ragioni - essere un nuovo presidente. E al Mancio, a scanso di equivoco, converrebbe arrivarci forte di risultati e gioco.

Altre notizie Serie A

Immagine editoriale di Luca Calamai
Mancini, subito una figuraccia. Scelte sbagliate e nessuna idea di gioco. Romano immaturo. Donnarumma il migliore, bene anche Kean. De Bruyne un sorriso per il Napoli