Onestà, lavoro e caparbietà: la ricetta di Moreno Longo
La conferenza stampa prima dell'esordio ufficiale della stagione è sempre piena di ostacoli per chi deve rispondere. Sono i primi segnali che devi dare. Pesare le parole. Far percepire all'esterno che sei sul pezzo ma che devi anche dosare le espressioni, non scoprirti troppo. E' sempre, insomma, un primo vero banco di prova. Lo è per qualsiasi allenatore. Lo è a maggior ragione per Moreno Longo. Sa benissimo che ora non è più calcio d'estate, amichevoli, esperimenti, propositi. Ora comincia a pesare il risultato. Comincia a salire l'adrenalina e la tensione. Sarà per questo primo impegno di Coppa Italia a Cremona. Lo sarà, forse anche di più, sabato prossimo all'esordio in campionato contro la Juve Stabia. Ed è un Moreno Longo che dire a cuore aperto è dire poco. Aperto, schietto, sincero ma caparbio allo stesso tempo. Convinto del lavoro che sta facendo.
Non a caso Longo parla di cambiamento radicale in atto. Un' espressione forte ma che fa capire il pensiero dell'allenatore biancorosso. Quello che ha dentro e che vuole trasmettere al gruppo e all'ambiente esterno. "Sono soddisfatto della disponibilità: quello che vedete è frutto del lavoro dei ragazzi su quel che proponiamo. C'è un cambiamento radicale da come loro erano abituati. Mi fanno piacere i complimenti, ma sono complimenti del mese d'agosto, periodo che va preso con le pinze". Il tecnico ex Frosinone e Torino non usa mezzi termini. Il calcio d'agosto è una cosa, le partite ufficiali sono altro. I tifosi ti attendono al varco. Vogliono vedere subito grinta e determinazione, gioco e risultati. E in una piazza come Bari non potrebbe essere altrimenti.
L'attenzione maniacale ai singoli colpisce nelle parole di Longo. Pretende tanto dai suoi. Importanti i passaggi su Sgarbi: ''Sono contento di lui. In questo momento si deve adattare ad una categoria nuova. Non è mai un adattamento immediato: ha la nostra fiducia. Naturalmente sa che deve migliorare come tutti. Sono sicuro che lui potrà entrare negli automatismi ancora meglio'' e su Manzari: ''E' il calciatore che deve crescere di più. Ha delle buone qualità, ma deve migliorare sull'aspetto della personalità, del coraggio e della continuità. E' ancora dentro un guscio''. E poi i concetti di squadra, la voglia di vedere soprattutto gli esterni pronti a dare una mano alle fase realizzativa. Insomma identità, forza e coraggio. Le armi che il Bari dovrà sempre mettere in campo.
Una chiosa finale la merita l'onestà di un allenatore consapevole delle difficoltà del campionato ma convinto delle potenzialità della propria squadra: ''Bisogna analizzare bene le cose, in modo onesto e guardare in faccia la realtà: se parlo di altre squadre, stiamo parlando di almeno 7-8 squadre che ci sono davanti. Certo, quando metti la maglia del Bari devi giocare da protagonista, questa è una piazza importante e che merita. Stiamo parlando di una società importante''.
Vi è la consapevolezza di una rosa da completare, di una squadra da irrobustire in alcuni reparti ma, se la tifoseria barese voleva qualcosa di diverso e nuovo a partire dalla panchina, Moreno Longo sul piano della personalità e della schiettezza ha convinto a pieni voti.


