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Classe, personalità, gol. Raffaele Costantino fu un idolo. E quella Nazionale...
Oggi alle 07:00Amarcord
di Maurizio Calò
per Tuttobari.com

Classe, personalità, gol. Raffaele Costantino fu un idolo. E quella Nazionale...

La storia del Bari è lunga centodiciotto anni. Una lunga scia di ricordi, aneddoti ed episodi che sono tutti impressi nella memoria dei tifosi biancorossi. Ciò che, però, rimane davvero nel cuore dei supporters di qualsiasi squadra ( quindi anche del Bari) riguarda soprattutto quei protagonisti che hanno vestito la maglia del club per cui si tifa e che, con le loro imprese, hanno scritto pagini indelebili e assolutamente indimenticabili. Simboli assoluti di una passione ultracentenaria e che hanno rappresentato molto sia a livello calcistico che a livello sentimentale. Il nostro viaggio nella storia dei calciatori più inconici della storia del Bari non può che partire da Raffaele Costantino, uno dei marcatori più prolifici della storia biancorossa con 45 gol realizzati e protagonista indiscusso delle prime esperienze del Bari in serie A. 

Barese di nascita ( 14 giugno 1907), Costantino cresce nel Liberty Bari e piano piano dimostra di possedere un vero talento cristallino. Si intuisce subito che il ragazzo ha stoffa ed ha qualità soprattutto nelle conclusioni a rete. Nasce come centrocampista ma, successivamente, si fa valere come attaccante, caratteristica che lo consacrerà come, per l'appunto, uno dei marcatori più prolifici della storia del Bari. Con il club biancorosso inizia la sua carriera nella stagione 1928-29 con il Bari che milita nella Divisione Nazionale, antesignana della futura serie A che stava per nascere. Costantino realizza in quella stagione quindici reti in ventotto presenze e diventa subito uno dei leader indiscussi di quel Bari. Al termine della stagione, secondo il regolamento previgente, la formazione biancorossa sarebbe rimasta in Divisione Nazionale avendo conseguito la tredicesima posizione. Tuttavia, la riforma varata negli ultimi mesi della stagione stabilì che il Bari, per la posizione conseguita, fosse retrocesso nella nuova "Serie B", mentre la Divisione Nazionale viene trasformata nella "Serie A" a girone unico. Nella stagione successiva ( 1929-30), Costantino, insieme al Bari, disputa il primo campionato di serie B della storia del calcio italiano e, di conseguenza, anche del club pugliese disputando un'ottima annata. In quella stagione, Costantino giocò trentaquattro partite realizzando quattordici reti. Una stagione più che positiva per l'attaccante biancorosso e per la squadra che arrivò al nono posto in classifica. 

Costantino, al termine della stagione 1929-30, lasciò Bari per poi ritrovarsi in serie A con i colori biancorossi nella stagione 1935-36 e rimamendo sino alla stagione 1938-39 proprio alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale. In questa "seconda vita" biancorossa, Costantino disputò in totale settantacinque partite con diciassette gol realizzati e con l'orgoglio di aver disputato quattro stagioni consecutive con la maglia del Bari in serie A.

E' considerato il primo vero beniamino dei tifosi del Bari e uno dei più rappresentativi giocatori biancorossi nel periodo a cavallo delle due guerre mondiali. Uno di quei primi calciatori amati dal pubblico barese per la sua classe, la sua personalità e la sua leadership. Si ricordano le sue proverbiali conclusioni radenti e la sua furbizia sotto porta. E' stato il primo grande calciatore biancorosso che ha avuto l'onore di vestire la maglia della Nazionale italiana per ventitrè volte realizzando, in totale, otto gol ed è stato il grande protagonista delle prime esperienze del Bari in serie A. E' stato proprio lui con i suoi gol a far volare i galletti nella massima serie, diventando uno dei simboli assoluti della storia dei galletti.