Bari, chi resta? Il destino sospeso dei pochi tesserati
Il destino dei pochissimi attuali tesserati è sospeso. Un gruppo di professionisti costretto a navigare a vista nella tempesta perfetta del calcio barese. La retrocessione ha aperto una voragine non solo nei cuori dei tifosi, ma anche nei piani di carriera di chi oggi si ritrova formalmente a bordo di una nave che ha smarrito la rotta: chi deciderà di restare sul ponte per tentare la risalita e chi, invece, cercherà la prima scialuppa di salvataggio utile per non affondare nella categoria inferiore?
La mappa dei contratti attuali fotografa una rosa divisa a metà tra l'esigenza di alleggerire il monte ingaggi e la necessità di non disperdere un patrimonio tecnico comunque importante per la Serie C. Tra i pali, la presenza di profili d'esperienza come Michele Cerofolini e Marco Pissardo, affiancati dal giovanissimo Paolo De Lucci, costituisce un lusso o un problema di bilancio, a seconda delle reali intenzioni della Filmauro. Con ogni probabilità Cerofolini andrà via, dato il livello. C'è una buona chance invece per Pissardo, se rimarrà, di prendersi il posto da titolare fra i pali.
Lo stesso dilemma avvolge il pacchetto arretrato: elementi di assoluta affidabilità per la categoria superiore come Francesco Vicari e Valerio Mantovani, senza dimenticare la spinta di Mehdi Dorval e di Lorenzo Dickmann, si trovano oggi davanti a un bivio professionale enorme, dove la fedeltà alla piazza rischia di scontrarsi con le sirene del mercato. Tra questi immaginiamo come certi futuri partenti l'algerino e il collega italiano.
Il vero imbuto si concentra però a centocampo, un reparto psicologicamente tutto da decifrare nell'estate del grande caos. Giocatori del calibro di Giulio Maggiore ed Ebrima Darboe possiedono un valore di mercato che mal si concilia con i palcoscenici della terza serie, mentre profili come Matthias Verreth, Riccardo Burgio, Filippo Faggi e il giovane Vincenzo Colangiuli attendono di capire quale sarà il reale progetto tecnico attorno a cui stringersi. Trattenere elementi di questo peso in Serie C richiede uno sforzo economico e motivazionale enorme, soprattutto quando l'orizzonte societario appare così sbiadito.
Le risposte più attese, tuttavia, dovranno arrivare dal reparto offensivo, lì dove si decidono le sorti di qualsiasi campionato di vertice. Il futuro di Giuseppe Sibilli e Giacomo Manzari incarna la vera cartina di tornasole delle ambizioni residue del club: vederli ancora con la maglia biancorossa significherebbe lanciare un segnale di riscossa immediata, mentre una loro partenza certificherebbe l'inizio di una smobilitazione totale. Per il Bari e per i suoi tifosi, la vera partita di luglio si gioca proprio sulla pelle e sulle scelte di questi pochi uomini, sospesi tra l'orgoglio di una storica maglia da onorare e la legittima tentazione di mettersi in salvo altrove.


