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Bari, la sconfitta di Salerno non cambia tutto: ma adesso servono risposte

autore
Antonio Testini
per Tuttobari.com
Oggi alle 21:30Copertina
autore Antonio Testini
08.10.2026 21:30Copertina

Ci sono sconfitte che raccontano una squadra peggiore di quella che realmente è e sconfitte che, proprio per il modo in cui maturano, finiscono per lasciare qualche interrogativo in più. Salernitana-Bari appartiene alla seconda categoria. Perché il 2-1 dell'Arechi, maturato tra l'83' e l'88', non può cancellare i quasi ottanta minuti nei quali il Bari ha giocato una delle sue partite migliori per qualità, personalità e capacità di stare dentro la gara. Ma non può nemmeno essere derubricato a semplice incidente di percorso. 

Il problema, semmai, è proprio quello che il Bari ha mostrato negli ultimi minuti: saper giocare una partita non significa ancora saperla vincere. I biancorossi avevano il vantaggio, avevano avuto occasioni per raddoppiare e sembravano avere la partita nelle proprie mani. Poi sono bastati cinque minuti per buttare via tutto. Lescano prima, Djamanca poi, entrambi entrati dalla panchina di Cosmi. E il Bari si è ritrovato a mani vuote.

È questo il punto sul quale bisogna soffermarsi. Non sulla classifica, non sul fatto che il Potenza abbia allungato. Quella è la fotografia del momento: dopo otto giornate il Bari è terzo, a tre punti dalla capolista Potenza. Ma il campionato è ancora lunghissimo e una giornata non può trasformare una squadra da candidata alla promozione a squadra da rifondare.

Piuttosto, Salerno ha mostrato tanto del Bari che piace e tanto del Bari che deve ancora crescere. Piace una squadra che, contro una delle formazioni costruite per vincere il campionato, ha avuto personalità. Piace un centrocampo capace per larghi tratti di tenere il pallino del gioco. Piace la sensazione che il gruppo abbia finalmente cominciato a trovare una propria identità, dopo un avvio nel quale i risultati erano arrivati spesso prima delle prestazioni. E piace soprattutto il fatto che il Bari, questa volta, abbia giocato una partita da squadra di vertice. Ma proprio per questo fa ancora più male averla persa.

Perché una squadra che vuole vincere il campionato queste partite deve imparare a chiuderle. Non necessariamente dominandole per novanta minuti, non necessariamente segnando tre gol. Anche semplicemente gestendo meglio il finale, conservando lucidità, leggendo i momenti. A Salerno il Bari non è stato travolto da una squadra incontenibile: ha subito due gol nel giro di cinque minuti dopo aver avuto in mano la partita per gran parte del tempo. È una differenza importante.

E inevitabilmente si torna anche alle scelte di Rastelli. I cambi di Cosmi hanno spostato la partita: Lescano e Djamanca sono entrati e hanno firmato la rimonta. Sul fronte biancorosso, invece, l'uscita di Darboe e le successive modifiche hanno coinciso con una fase nella quale il Bari ha perso qualcosa in mezzo al campo. È facile, col senno di poi, individuare responsabilità precise. Ma sarebbe altrettanto semplice cadere nell'errore opposto e trasformare una sconfitta in un processo all'allenatore. La questione vera è capire se il Bari abbia le risorse per gestire meglio situazioni come quella di Salerno.

Anche perché il tema della condizione fisica, che avevamo sottolineato prima di questa gara, resta sul tavolo. Il Bari era arrivato in vetta senza essere ancora al cento per cento e questo, paradossalmente, sembrava un elemento incoraggiante. A Salerno, però, proprio nel finale, la squadra è sembrata perdere lucidità e brillantezza. Non basta per parlare di un problema strutturale, ma è un altro aspetto da monitorare.

La cosa peggiore che il Bari potrebbe fare adesso sarebbe farsi condizionare dalla sconfitta. Quella di Salerno non è stata una prestazione da buttare via. Anzi, probabilmente è stata la conferma che questa squadra può giocarsela contro avversarie di livello. Ma è anche la dimostrazione che per vincere un campionato non basta avere buone qualità: bisogna trasformarle in continuità, solidità e capacità di portare a casa le partite. E allora niente drammi, ma nemmeno alibi.

Il Bari è sceso dalla vetta, il Potenza è davanti a tutti e il Sorrento ha messo la freccia. Non è successo nulla di irreparabile. Ma il campionato ha appena alzato il livello delle domande.

per Tuttobari.com

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