ESCLUSIVA TB - Desiderato: "Io procuratore, un utopista del mestiere"
A determinare le dinamiche calcistiche non sono solo calciatori, allenatori o dirigenti ma anche i procuratori. Uno di questi è il barese Michele Desiderato che dopo tanti anni da allenatore di settore giovanile dal 2007 si è cimentato in questa nuova ed entusiasmante avventura. TuttoBari.com lo ha ascoltato in esclusiva per capire qualcosa in più della sua professione e per farlo conoscere a chi ancora non avesse avuto questa possibilità.
Michele, come si spiega il passaggio da allenatore a procuratore? "Premetto che allenare era ed è una grandissima passione per me, ma ad un certo punto del mio percorso professionale mi sono reso conto che il mondo del settore giovanile mi stava profondamente deludendo e invogliato da alcuni amici che operavano nel settore ho provato a quasi per gioco ad intraprendere il “mestiere” del procuratore. Mi è piaciuto a tal punto che ne ho fatto una ragione di vita. Non mi ritengo il classico procuratore che considera i calciatori che cura come dei numeri che devono portargli un utile economico. Considero i miei assistiti prima degli amici da sostenere in tutti gli aspetti non pensando esclusivamente alla voce guadagno. Chi si affida a me deve sapere che nel sottoscritto trova una disponibilità totale a risolvere insieme qualsiasi problematica professionale e non, per me i rapporti umani sono alla base di ogni collaborazione".
Cosa ti piace di più del tuo lavoro? "L'aver rapporti con società importanti. Ho avuto il privilegio di lavorare con Inter, Napoli, ho partecipato assieme ad altri colleghi alla conclusione dell'affare Boateng al Milan e Nenè al Cagliari. Ho ottimi rapporti con il Chelsea che quando ho calciatori da mostrargli decide di ospitarmi a proprie spese. Queste sono cose che mi danno grande soddisfazione e mi stimolano a svolgere sempre meglio quello che sono chiamato a svolgere quotidianamente. Chiaramente alcune operazioni si chiudono positivamente e altre no, questo non nascondo che mi crea parecchia inquietudine perchè vorrei riuscire ad accontentare tutti ma mi rendo che non sempre le cose possono andare nel modo sperato".
Invece la cosa che non ami? "Il fatto che ci sia tantissima competizione tra colleghi e che si debba sgomitare giornalmente per non farsi fagocitare da un sistema davvero complesso nel quale non puoi permetterti debolezze ed errori altrimenti c'è subito qualcuno pronto a prendere il sopravvento su di te. Mi piacerebbe ci fosse maggiore distensione nei rapporti e nel rispetto del lavoro altrui, ma probabilmente sono un utopista".
Lavori in proprio o sei coadiuvato da altri soggetti? "Mi avvalgo della collaborazione dell'avvocato Vincenzo Detata che cura tutta la parte legale, componente fondamentale del nostro mestiere".
Hai sotto la tua ala protettiva calciatori esperti o giovani? "Per la maggior parte curò giovani di importanti prospettive che cerchiamo di sistemare nelle categorie professionistiche ma ho anche qualche senior".
C'è qualcuno al quale sei molto legato nonostante non curi più i suoi interessi lavorativi? "Si si chiama Antonio Quintieri, gioca nella serie A indonesiana e ci sentiamo costantemente, Mi invia i video delle sue partite, un ragazzo calabrese trentenne molto dotato che in quel paese firma autografi, è diventato praticamente un idolo. La cosa mi fa piacere, perchè quando miei assistiti o ex riescono a raggiungere certi traguardi non posso che provare grande felicità".
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